Pubblicato su "Diagnosi & Terapia" n.2 - 20/2/98

Dott. Roberto Vincenzi


RIFLESSIONI SULLA CLASSIFICAZIONE DELLE MALATTIE E DISTURBI MENTALI


PRIMO (la funzione colpita dalla malattia)

SECONDO (l'età di insorgenza della malattia)

TERZO (l'andamento della malattia)

QUARTO (la psichiatria tedesca)

QUINTO (origine della malattia)

SESTO (la psichiatria dinamica)

SETTIMO (il criterio descrittivo)


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PRIMO (la funzione colpita dalla malattia)

La psicopatologia generale descrittiva, di matrice italiana o dei paesi latini in genere, portava l'attenzione alla funzione colpita dalla malattia e costruiva una prima distinzione tra:

  1. disturbi delle attività razionali e logiche, la cosiddetta "noospiche"
  2. disturbi della vita affettiva e dell'umore "timopsiche"
  3. disturbi della personalità

Questa tripartizione veniva a sua volta dettagliata in:

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SECONDO (l'età di insorgenza della malattia)

Un altro criterio, usato nei paesi latini ed in quelli anglosassoni, focalizzava l'attenzione sull'età di insorgenza della malattia o del disturbo e pertanto distingueva in

  1. arresti e ritardi dello sviluppo psichico (autismo, oligofrenia, epilessia e malattie organiche incidenti sulla psiche, traumi fisici e psicologici, fattori genetici e costituzionali)
  2. malattie della età evolutiva (nevrosi, psicosi, malattie organiche incidenti sulla psiche, traumi fisici e psicologici, intossicazioni volontarie da droghe o alcol e intossicazioni accidentali da elementi nocivi, fattori genetici e costituzionali)
  3. malattie e disturbi della età adulta (nevrosi, psicosi, stati depressivi, involutivi, malattie degenerative e in genere malattie organiche che incidono sulla psiche e sull'umore, intossicazioni volontarie da droghe o alcol e intossicazioni accidentali da fattori nocivi)
  4. malattie e disturbi dell'età involutiva (malattie psichiche ed organiche tipiche dell'invecchiamento)

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TERZO (l'andamento della malattia)

Un altro criterio, di matrice tedesca (Kraepelin) concentrava l'attenzione sull'andamento della malattia, distinguendo quindi i quadri clinici in:

  1. quelli evolutivi in senso peggiorativo, nei quali il malato peggiora sempre più (ad es. schizofrenia, e tutte le malattie organiche degenerative)
  2. quelli ciclici che mantengono in certo quale andamento più o meno cronico (ad es. certi tipi di nevrosi, depressioni monopolari e bipolari)

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QUARTO (la psichiatria tedesca)

La psichiatria classica tedesca costruiva un sistema volto a distinguere tra reazioni conflittuali, sviluppi neurotici, strutture neurotiche, sviluppi psicopatici, pseudopsicopatie, alcolismo e tossicomanie, come segue:

  1. Reazioni conflittuali: (dipendenti cioè da un fattore esterno)
  2. Sviluppi neurotici: (qualcosa presente all'interno della persona e che si sviluppa col tempo)
  3. Strutture neurotiche:
  4. Sviluppi psicopatici: (non c'è conflitto interiore, l'idea viene agita, indifferenza per altri, proiezione esterna, disturbi che possono essere a base organica)
  5. Pseudopsicopatie
  6. Alcoolismo / tossicomanie

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QUINTO (origine della malattia)

Se adottiamo il criterio dell'origine del disturbo psicologico, è possibile distinguere le malattie mentali in 3 grandi categorie:

  1. psicogenesi: sono le nevrosi di tutti i tipi, non hanno causa organica ed i sintomi sono interpretati dalla psicanalisi come espressione di un conflitto che spesso risale all'infanzia e che ha radici nel primo nucleo familiare; il conflitto costituisce un compromesso tra i desideri (spesso rimossi) e la realtà
  2. endogenesi: sono le psicosi vere e proprie;
  3. organogenesi: malattie su base organica, riscontrabili con strumenti diagnostici medici; a seconda della gravità del disturbo si può parlare di nevrosi sintomatica e psicosi sintomatica)

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SESTO (la psichiatria dinamica)

Col termine di "psichiatria dinamica" si intende un indirizzo della psichiatria che:

  1. tende ad una sintesi tra psichiatria e psicanalisi
  2. valorizza gli aspetti psicologici ed interpersonali rispetto a quelli medico biologici
  3. pone tra i fondamenti il concetto di inconscio
  4. interpreta il disturbo nei termini del tentativo di risoluzione di un conflitto tra pulsioni diverse

Partendo da questi principi, i disturbi psichici vengono per lo più classificati come segue:

  1. sindromi psiconevrotiche
    1. sindromi nevrotiche
      • sindromi ansiose:
        • ansia occulta
        • ansia latente
        • crisi d'ansia
      • sindromi neuroasteniche:
        • affettive
        • cenestopatiche
        • ipocondriache
        • asteniche
        • funzionali
      • sindromi fobiche:
        • fobia da situazione
        • fobia da esseri viventi
        • fobia da oggetti
      • sindromi ossessive
        • immagini, idee o impulsi ossessivi
        • ossessione dubitativa
        • fobia ossessiva
        • azioni / comportamenti coatti (anancasmo)
      • sindromi isteriche
        • con sintomi somatici
        • con sintomi psichici
        • miste
    2. sindromi post-traumatiche
      • sindrome psicogena immediata successiva al trauma
      • sindrome psicogena traumatica tardiva
    3. sindromi caratteriali
      • ipertimici
      • depressivi
      • insicuri
      • fanatici
      • narcisisti
      • instabili o labili
      • personalità esplosive
      • apatici o freddi
      • abulici
      • astenici
  2. sindromi psicosomatiche
  3. sindromi psicosessuali
  4. sindromi tossicofiliche
  5. sindromi distimiche
  6. sindromi schizofreniche
  7. sindromi marginali
  8. sindromi psicorganiche

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SETTIMO (il criterio descrittivo)

 

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Ultimo aggiornamento agosto 2002