Pubblicato su "Diagnosi & Terapia" n.9 -
Nov.2000
Dott. Roberto Vincenzi
IL CORPO COME COMUNICAZIONE
E' impossibile non comunicare
Negli anni Sessanta, gli studiosi di psicologia e gli esperti
di comunicazione che lavoravano assieme presso il Mental Research
Institute, nella città di Palo Alto, in California,
stabilirono, come base delle loro ricerche, che appunto "é
impossibile non comunicare".
Quest'affermazione é particolarmente vera e
verificabile se ci riferiamo alla comunicazione cosiddetta "non
verbale", cioè quella che passa attraverso il nostro
corpo.
E' relativamente facile, infatti, quando siamo di umore
"normale", controllare il linguaggio, stare attenti a quello che
diciamo, parlare o non parlare, usare una parola al posto di
un'altra.
Non facilissimo del tutto, però, se il nostro umore
é agitato o se ci attraversano forti emozioni.
Nel libro "Psicopatologia della vita quotidiana" Sigmund Freud
ha messo in evidenza come, talvolta, quello che pensiamo
veramente, possa venir fuori da un errore, una gaffe, una
dimenticanza, un lapsus; ma questo é un altro
discorso....
Il nostro corpo, da parte sua, spesso a nostra insaputa, e,
nonostante i nostri tentativi di controllo consapevole, trasmette
continuamente informazioni su di noi e sul nostro reale stato
d'animo.
Vedremo quindi come, chi sa leggere questi messaggi, riesce a
comprendere quello che pensiamo e verificare se quello che
diciamo con le parole, si accorda o meno con quello che "dice" il
linguaggio del nostro corpo.
Il linguaggio del corpo
Analizzando la vasta gamma di messaggi che il nostro corpo
può trasmettere, possiamo distinguerli come segue, a
seconda della modalità espressiva:
- i movimenti del corpo: i gesti, il gesticolare, gli
atteggiamenti, le posture (cioè le posizioni che assumiamo
col corpo), le espressioni del viso, le contrazioni muscolari o
la distensione muscolare, la velocità o la lentezza del
movimento, la ripetizione del gesto
- i cosiddetti fenomeni paralinguali: il riso, il pianto, i
battiti delle ciglia, lo sbadiglio, il modo col quale parliamo,
la velocità nel parlare o la lentezza, le pause del
discorso, il silenzio
- i fenomeni fisici involontari, rilevabili a vista, come
mettersi a sudare improvvisamente, il tremito, arrossire,
impallidire, l'eccitazione sessuale nell'uomo, la pelle d'oca, i
capelli o i peli che "si rizzano", fino ad arrivare al collasso e
allo svenimento
- i fenomeni fisici involontari, non rilevabili a vista come
l'aumento o la diminuzione della pressione sanguigna, la
variazione dei battiti del cuore, le sostanze come l'adrenalina,
che vengono immesse dalle ghiandole nel nostro organismo di
fronte a particolari situazioni, l'ipersecrezione gastrica -la
famosa acidità di stomaco-, le contrazioni dell'intestino
(specie nella zona del colon)
- la distanza alla quale ci mettiamo rispetto alle altre
persone o alle cose (lo studio delle distanze alle quali le
persone si pongono, costituisce l'oggetto di una disciplina che
si chiama "prossemica")
- la comunicazione umana che passa attraverso l'olfatto o il
contatto diretto del corpo
Tutti questi fenomeni sono stati, e sono, oggetto di
attenzione nell'ambito della psicologia e nello studio sulla
comunicazione.
L'utilizzo di uno di questi metodi espressivi o la
combinazione di alcuni di loro, riesce ad esprimere molto spesso
il nostro reale atteggiamento, rispetto alla situazione che
stiamo vivendo.
Esempi
- assistendo ad uno spettacolo che mi interessa, é
probabile che sulla sedia io stia ben dritto e fermo, coi muscoli
del collo e della schiena irrigiditi, gli occhi ben aperti e le
orecchie tese a non perdere una sola parola
- se viceversa lo spettacolo é noioso, é
probabile che io assuma uno o l'altro di questi due
atteggiamenti:
- se sono stufo di star lì ad annoiarmi, magari mi
guardo in giro qua e là sperando di cogliere qualcosa di
interessante, o manifesto comunque il mio disappunto muovendo le
gambe, o compiendo una serie di piccoli movimenti del corpo
- se la noia é veramente grande può anche darsi
che il mio corpo man mano si rilassi per quanto consentito dalla
poltrona e in seguito ..... sopravvenga il sonno
- se invece sono alla partita e la mia squadra segna un gol,
é molto facile che mi ritrovi in piedi a gridare, senza
nemmeno aver percepito di essermi alzato
- se ci troviamo a parlare tra amici, e sono interessato a
quello che si dice, mostro la mia attenzione stando voltato col
corpo frontalmente rispetto a chi mi parla, e lo guardo in
viso
- se invece mi ritrovo a guardare fuori dalla finestra, o a
guardare speso l'orologio, o sono voltato da un'altra parte
rispetto a chi mi parla, oppure non guardo mai verso la sua
direzione, é molto probabile che quello che viene detto
non mi interessi, o che non mi interessi la persona che sta
parlando
- nel corso di una trattativa commerciale, gli uomini d'affari
si impegnano anche, a dare ai loro interlocutori l'impressione
della massima calma e sicurezza interiore; per questo motivo
modulano la voce di gola in maniera "maschia", parlano con una
certa lentezza, non muovono molto il corpo ..... per quello che
si vede al sopra della scrivania
- ma se una telecamera potesse inquadrare le gambe ed i piedi
di questi signori, allora si noterebbero movimenti nervosi e
ripetuti del piede e della caviglia, contrazioni muscolari delle
gambe e tutta una serie di fenomeni che rivelano la tensione alla
quale sono sottoposti in quel momento
- sono in macchina con un amico che guida in maniera
spericolata e non voglio dirgli che ho paura, ma mi accorgo
all'improvviso che le dita della mia mano sono diventate tutte
bianche per la forza con la quale sto stringendo la maniglia
mentre cerco di chiacchierare amabilmente
- mi si avvicina, per salutarmi, una persona che ha della
simpatia per me, mentre a me questa persona non piace, e mi
ritrovo con le spalle rialzate e contratte come chi non vuole
essere abbracciato
- sono in ansia, aspettando l'arrivo di una persona cara, e
chissà come mai mi trovo vicino alla finestra a guardare
in strada
Di esempi ce ne sarebbero veramente tanti; quel che si
potrebbe fare, é cercare di guardare gli altri in modo
diverso; cercare di cogliere tutti questi segnali corporei. La
nostra capacità di comunicare e ricevere la comunicazione
potrebbe aumentare molto più di quello che ci
aspettiamo.


Ultimo aggiornamento agosto 2002