Pubblicato su "Diagnosi & Terapia"

Dott. Roberto Vincenzi


"Malattia mentale e terapia nelle
diverse epoche storiche" sesta parte


INDICE DELL'ARTICOLO INDICE ARTICOLO


CAUSE DI CAMBIAMENTO

Nella seconda metà del settecento, come è stato illustrato, si assiste ad un graduale ed articolato cambiamento dell'ideologia terapeutica nei confronti della malattia mentale.

Ma questo non è ancora sufficiente per cambiare radicalmente la situazione ed incominciare un sistematico processo di riforma delle istituzioni.

Altri elementi intervengono per far cambiare tutta quanta l'organizzazione:

INIZIO

La paura del contagio

Il sovraffollamento, la promiscuità coi malati organici e la mancanza di igiene favoriscono il proliferare di molte malattie allo interno delle istituzioni; alla paura della follia si sovrappone la paura della "febbre delle prigioni" che, si dice, riesca a contagiare anche i giudici quando, in sede di processo, si avvicinano troppo agli imputati.

La casa di internamento promiscua viene vissuta come descrive Mercier: "Ulcera terribile nel corpo politico e sociale...Fin l'aria del luogo, che si sente per quattrocento tese, tutto qui vi dice che vi avvicinate ad un luogo di forza ad un asilo di degradazione e di sventura".

Il male, che si era tentato di escludere con l'internamento, riappare, con gran spavento del pubblico sotto un aspetto parte reale e parte fantastico. Il male entra in fermentazione negli spazi chiusi dell'internamento e possiede tutte le qualità che si attribuiscono agli acidi nella chimica del diciottesimo secolo; la fermentazione libera "vapori e spiriti nocivi"; così Musquinet dela Pagne descrive i locali comuni dell'Ospedale di Bicetre:

"Queste sale rappresentano un luogo spaventoso in cui tutti i mali e tutti i delitti riuniti fermentano e con la fermentazione, spandono per così dire intorno a sé un'atmosfera contagiosa respirata da coloro che vi abitano, ai quali sembra attaccarsi".

L'aria "putrida e viziata" delle istituzioni costituisce senza dubbio l'opposto alla nascente teoria di un ritorno alla natura.

Nel 1780 si era sparsa a Parigi un'epidemia di febbre; se ne attribuiva l'origine all'infezione dell'Hopital General; le cronache riportano tumulti di popolo e il serpeggiare dell'idea che forse era meglio andare ad incendiare l'ospedale per liberare la città dai suoi mali. Il luogotenente di polizia, di fronte alla agitazione popolare, nomina una commissione d'inchiesta comprendente numerosi dottori, il decano della facoltà di medicina ed il medico capo dell'Hopital General. La commissione si affretta a dichiarare che "Le notizie che hanno cominciato a circolare, di una malattia contagiosa a Bicetre, sono prive di fondamento"; le febbri dei ricoverati "sono conformi alla natura della stagione e si accordano perfettamente con le malattie osservate a Parigi nella stessa epoca".

Nello stesso tempo fiorisce tutta una letteratura medica sul problema della aerazione degli ospedali; citiamo tra gli altri Hanway - "Reflexions sur l'areation"; Gennetè- "Purification de l'air dans les hopitaux"; Coqueau - "Essai sur l'etablissement des hopitaux", tutti della seconda meta del settecento.

INIZIO

Le ideologie della Rivoluzione Francese

Ricordiamo, per inciso, che in Gran Bretagna nel 1679, viene emanato l' "Habeas Corpus Act", col quale viene sancito il principio dell'inviolabilità personale e delle sue garanzie: in virtù di questa legge si ingiunge a chi detiene un prigioniero di tradurlo davanti all'autorità competente e ad essa dichiarare in qual giorno e per quale causa il prigioniero sia stato arrestato; si proibisce al giudice la possibilità di emanare sentenze in assenza dell'imputato ed infine si concede all'imputato la possibilità di fornire cauzione ed essere messo in libertà in attesa di giudizio.

In Francia, oltre alla paura del contagio, è soprattutto l'evoluzione delle ideologie politiche e sociali, in seguito alla Rivoluzione, l'elemento che produce una riscoperta della dignità dell'uomo e la conseguente volontà di tutelare questa dignità anche nel chiuso delle case d'internamento. L'effetto è duplice.

In primo luogo, ci si accorge, adesso con raccapriccio, del tipo di vita che il ricoverato conduce in istituzioni nelle quali, come scrive Mirabeau: "gli eccessi più infami si compiono sulla persona stessa del prigioniero; ci giunge notizia di certi vizi praticati frequentemente, apertamente e perfino in pubblico, nelle sale comuni, vizi che la decenza dei tempi moderni non ci consente di nominare. Ci si rivela che molti prigionieri simillimi feminis mores stuprati ed constupratores.... Quando escono hanno perduto ogni pudore e sono pronti a commettere ogni sorta di nefandezze".

La Rochefoucauld osservando le ricoverate, evidenzia che la promiscuità' tra giovani e vecchie "questa mescolanza urtante di ragazze leggere e donne invecchiate" non può produrre altro che "l'insegnamento della corruzione più sfrenata".

In secondo luogo, il ricovero indiscriminato e non controllabile dei cittadini contrasta ormai con le ideologie rivoluzionarie.

Come già ricordato, è solo nel 1784, su istanza del parlamentare Breteuil, che l'usanza delle "lettres de cachet" viene abolita.

La Dichiarazione dei diritti dell'uomo (26/8/1789) sancisce chiaramente che: "Nessun uomo può essere arrestato né detenuto se non nei casi stabiliti dalla legge e secondo le forme da essa prescritte".

Nel settembre del 1789 la Costituente designa un comitato di cinque persone destinate a visitare tutte le case d'internamento di Parigi.

Nel dicembre del 1789 il Duca di La Rochefoucauld-Liancourt presenta un rapporto nel quale evidenzia che da un lato la presenza dei folli dà alle case d'internamento uno stile degradante, dallo altro che la promiscuità che vi si tollera è indice di grande leggerezza da parte del potere e dei giudici:

"Questa indifferenza è molto lontana dalla pietà illuminata e premurosa verso l'infelice, dalla quale esso riceve tutti i lenimenti e tutte le consolazioni possibili... Si può, volendo soccorrere la miseria, acconsentire a degradare l'umanità?"

Tra il 12 ed il 16 marzo 1790 la Dichiarazione dei diritti dello uomo riceve una applicazione pratica attraverso una serie di decreti tra i quali evidenziamo la disposizione che: "Entro sei settimane a partire dal presente decreto, tutte le persone detenute nei castelli, nelle prigioni o nelle sedi di polizia in seguito a lettres de cachet o per ordine degli agenti del potere esecutivo, a meno che non siano legalmente condannate o che ci sia contro di loro un decreto di arresto, o una querela per un delitto importante che comporti una pena afflittiva, o che siano rinchiuse per follia, saranno rimesse in libertà".

Per i "rinchiusi per follia" viene disposto che: "Le persone detenute per demenza saranno interrogate dai giudici, secondo le forme in uso, per tre mesi a partire dal giorno della pubblicazione del presente decreto, e in forza delle disposizioni dei giudici stessi, saranno visitate dai medici che, sotto la sorveglianza dei direttori del distretto, chiariranno la vera situazione dei malati, in modo che questi, dopo la sentenza emessa circa le loro condizioni, o vengano scarcerati, o curati in ospedali che saranno indicati a tale scopo".

Il problema è che mancavano all'epoca gli ospedali specializzati nei quali inserire gli ammalati di mente liberati dalle prigioni; Il parlamento rivoluzionario cerca di provvedere affidando la sorveglianza degli ammalati al potere pubblico o alla famiglia.

La legge del 16/8/1790 "affida alla vigilanza della autorità dei corpi municipali....l'incarico di ovviare e di rimediare agli spiacevoli incidenti che potrebbero essere causati dagli insensati o dai furiosi lasciati in libertà e dall'aggirarsi di animali nocivi e feroci".

La legge del 22/7/91 stabilisce che: "I parenti degli insensati devono sorvegliarli, impedir loro di andare in giro e stare attenti che non provochino alcun disordine. L'autorità municipale deve ovviare agli inconvenienti che derivassero dalla negligenza con la quale i privati adempiono a tale dovere".

In questa fase iniziale, vengono tentate diverse soluzioni quali quelle di usare Bicetre, l'Ospedale di Parigi, come ospedale nazionale che riceve malati da tutta la Francia; il risultato è quello del sovraffollamento e degli incidenti a catena.

In altri casi, quando soprattutto non c'è appoggio da parte della famiglia dell'ex prigioniero, o non c'è più la famiglia, capita che i malati di mente continuino a risiedere in prigione; altri vengono assorbiti da istituzioni benefiche di carattere religioso; altri ancora saranno convogliati nei nascenti manicomi, altri, a partire dalla fine del secolo, saranno "mandati alle isole", confusi assieme alla popolazione dei futuri coloni; molti saranno abbandonati a sé stessi.


INDICE DELL'ARTICOLO INDICE ARTICOLO              PRECEDENTE    INIZIO    CONTINUAZIONE



Home Indice Pubblicazioni


Ultimo aggiornamento agosto 2002