BARBARA AUTUORI

Sudare freddo nella cabina di un ascensore. Non concepire l'idea di prendere un aereo o di mettersi al volante. Ma anche il fastidio di trovarsi al buio, dei rumori forti, del temporale.
Grandi o piccole che siano, le paure spesso governano la vita di molti di noi.
«La paura è un'emozione intensa che coinvolge l'integrità psicofisica della persona e che, in situazioni particolari, svolge una sua funzione positiva » spiega Roberto Vincenzi, psicologo e psicoterapeuta.

Percepita come un sentimento da ricacciare indietro e di cui vergognarsi, in realtà la paura ha, non di rado, una funzione salvifica.

«Un certo grado di timore aiuta a stare attenti e ad evitare i pericoli, mentre chi non si spaventa di nulla prima o poi si mette nei guai», prosegue l'esperto.

Oltre il livello di guardia

Se una sana paura del buio dunque ci preserva da uno spiacevole scontro con lo stipite della porta e l'apprensione per il mare mosso ci impedisce di sfidare le onde (e annegare), il problema si pone quando la dose di allarme supera il livello accettabile. «Se la paura si trasforma in terrore, alterando la capacità di ragionare e impedendo così le normali attività quotidiane, allora siamo in presenza di una nevrosi» sottolinea Vincenzi, docente alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Istituzionale di Genova.

Situazioni in cui l'ansia la fa da padrona fino a creare degli ostacoli sociali tali da assomigliare in tutto e per tutto ad una vera e propria disabilità.
Rinunciare ad uscire per non dover prendere l'auto, fare le scale a piedi per evitare l'ascensore, portarsi la propria bottiglia d'acqua per sottrarsi alle contaminazioni, fino ad arrivare ad avere paura della propria fobia.

«Nell'escalation del livello di guardia - precisa l'esperto - la paura originaria genera a sua volta la preoccupazione di trovarsi in situazioni in cui si possa scatenare la fobia così da limitare sempre di più ogni attività».
Finché non si arriva all'esplosione: «Nevrosi fuori controllo, gli attacchi di panico sono la versione più distruttiva della paura anche con conseguenze fisiche importanti ».
Condizioni scivolate nella patologia le cui cause vanno ricercate e curate con l'ausilio di esperti.
«Fermo restando che ogni paura ha radici profonde e personali, legate alla contingenza e ad esperienze passate - sottolinea Vincenzi - nella maggior parte dei casi si tratta di timori che si possono affrontare e gestire in autonomia».

Forza e coraggio

Soprattutto quando sono strettamente collegati alle varie stagioni della vita: i bambini, per esempio, affrontano una serie di ansie connesse al loro sviluppo psicofisico che i genitori possono agevolmente aiutare a superare.

Non è raro che gli adolescenti soffrano di angosce che molto hanno a che fare con le insicurezze tipiche della loro età e che spesso si risolvono con la crescita.

Un processo inverso rispetto a quello degli anziani che vedono aumentare le proprie paure proporzionalmente agli anni che passano.
«La preoccupazione di essere abbandonati dai propri cari nonché di ammalarsi e morire, di solito va di pari passo con l'avvento della debolezza fisica che rende più vulnerabili e dunque più ansiosi» rileva lo psicoterapeuta ligure.

Tra gli adulti, invece, le paure più diffuse sembrano essere strettamente connesse con i grandi cambiamenti economico-sociali in atto: perdere il proprio status economico, non trovare lavoro, contrarre malattie come il cancro o causate dall'inquinamento ambientale.
Ansie amplificate da un mondo sempre più liquido e globale dove i punti di riferimento cambiano o diminuiscono di continuo.
Generalizzate o specifiche che siano, tuttavia è importante sottolineare come le paure possano essere addomesticate.
Fondamentale è non negarle, anzi esprimerle, cercando la solidarietà di un amico o un familiare - suggerisce l'esperto che propone piccoli esercizi per autogestirle -. "Forzando un po' per volta i propri comportamenti, ci si può addestrare a contenere certe paure senza farsi sopraffare". Salire in ascensore con qualcuno di fiducia puntando a conquistare gradualmente un piano per volta o nuotare per qualche metro nell'acqua alta con un salvagente a portata di mano rientra in questa strategia dei piccoli passi verso un'esistenza un po' meno timorosa. Basta farsi un po' di coraggio!

Da paura

Le normali paure dei piccoli che scompaiono da grandi.

Da 0 a 2 anni sono i volti sconosciuti e i rumori forti a preoccupare i piccoli che dai 2 ai 4 anni si spaventano per i temporali, il buio (timore che si esaurisce a 9-10 anni) e gli animali.
Streghe e mostri popolano gli incubi dei bambini tra i 4 e i 6 anni che a questa età possono iniziare a temere anche la separazione dei genitori.
Ansie fisiologiche che scompaiono con le rassicurazioni, la presenza e l'amore di mamma e papà. A differenza della paura di sbagliare che è indotta nei figli da genitori troppo esigenti e con poca pazienza.

Chi non ha paura di niente alzi la mano?
Ma l'importante è che il timore non si trasformi in terrore.

Neanche per sogno

I brutti sogni che rivelano molto di noi.

Mezzi con i quali l'inconscio trasmette dei messaggi d'allerta, ecco gli incubi più ricorrenti e le paure che nascondono.
Cadere nel vuoto o correre: sogni comuni anche tra i più piccoli, denotano la paura di non riuscire a mantenere il controllo e il timore di non saper affrontare un ostacolo.
Mostri o vampiri: simboleggiano una presenza negativa capace di "succhiare" la gioia di vivere.
Insetti nel letto: rappresentazione terrificante di qualcosa di imprevisto, soprattutto in fasi di cambiamento temute da grandi e piccini.
Sentirsi Harry Potter: volare e usare la magia per scampare ai cattivi rivela la paura di non avere la forza per affrontare un momento difficile.

Barbara Autuori