L'hoarding, tendenza all'accumulo degli oggetti, è sempre più diffuso.
Ma può essere curato.

ILARIA M. LINETTI

Apparentemente non c'è nulla di male nell'accumulare oggetti, nel raccogliere senza troppa logica vecchi giornali o ricordi d'infanzia. Se non fosse che si tratta di una vera e propria ossessione, per di più ereditaria.

Non solo: Jack Samuels, professore della John Hopkins University, ha scoperto che la compulsione all'accumulo, definita in inglese "hoarding", riguarda una percentuale di popolazione molto più alta di quanto si credesse in precedenza. Il 5 per cento degli americani, infatti, non riesce a separarsi dai propri oggetti. Il che comporta problemi di convivenza in famiglia e anche con i vicini di casa, per non parlare delle conseguenze sulla sicurezza, visto che un appartamento pieno di oggetti è senz'altro meno sicuro.

Secondo Samuels, l'ossessione dipende da fattori ereditari. Spesso i familiari dei pazienti in cura per l'hoarding soffrono dello stesso problema. E, anche nel caso in cui non abbiano la stessa ossessione, hanno comunque dei disturbi legati alla stessa parte del cervello, ovvero la corteccia cingolare anteriore. Quella, cioè, dei processi cognitivi e regolatori. Samuels sta anche cercando una cura alla malattia che sia alla portata di tutti, visto che le conseguenze possono essere anche drammatiche: "A volte le case sono talmente piene di oggetti da impedire, in caso di incendio, l'ingresso dei pompieri. E non di rado per questo ci sono vittime" ha detto il docente.

Il problema, quindi, è più che serio. E l'hoarding, categorizzato oggi come malattia ossessivo-compulsiva, presto potrebbe venire considerato come un disturbo a sé visto che, a differenza delle altre ossessioni, non presenta comportamenti ripetitivi.

Spiega Roberto Vincenzi, psicoanalista e psicoterapeuta genovese: " Non attribuirei questo problema solo ad un disturbo ossessivo compulsivo, ma più che altro ad una psicosi. Stabilirei piuttosto un criterio, se c'è l'invalidazione o meno della persona. Un collezionista, infatti, "indora la pillola": può essere considerato un po' nevrotico, ma sicuramente non devasta casa sua. E oggi gli esperti di neuroscienze stanno cercando un deficit organico che al momento mi è difficile vedere".

Come si cura l'ossessione dell'accumulo?

Negli Stati Uniti, le cure per mettere fine a questo disturbo sono molto costose: 40 ore di terapia costano circa 7 mila dollari, anche se lo stesso professore ha proposto di formare degli operatori sociali che possano trattare una parte del problema, riducendo dell'ottanta per cento le parcelle a carico dei pazienti.

In Italia, invece, il problema dei costi non è così grave: "Le Asl funzionano bene" spiega ancora Vincenzi, "chi soffre di psicosi, hoarding o altro, può per prima cosa frequentare i centri per la salute mentale". Qui può trovare una risposta per disturbi in forma lieve, assistenza e incontri mirati. Per le ossessioni decisamente più serie c'è anche il ricovero in comunità terapeutiche: "Una soluzione che costa anche 150-200 euro al giorno" dice lo psicologo "ma gran parte di questa spesa è coperta dal Servizio Sanitario Nazionale. Al paziente resta da pagare un ticket di 80 euro al mese, sempre se non ne è esonerato".

Questo ovviamente nei casi più gravi. Ma le cure mediche sono fondamentali nel casi di disagio mentale: "Nelle malattie psichiatriche prima si interviene meglio è" continua Vincenzi. Le modalità sono diverse e vanno dalla somministrazione di psicofarmaci, alla psicoterapie a ad alcune attività mirate sui singoli soggetti: "Aiutano a tornare ad una vita normale" aggiunge Vincenzi "anche con le piccole cose come, ad esempio, il rispetto della puntualità" aggiunge Vincenzi.

Se da noi la tendenza all'accumulo non fa ancora troppa paura, negli Stati Uniti l'hoarding ha un forte impatto sull'opinione pubblica. Per capirne la portata, basta accendere la televisione. I canali americani mandano in onda almeno tre reality show basati sulla compulsione all'accumulo: mostrano persone che rischiano addirittura di perdere anche la custodia dei figli per colpa della loro ossessione. Ci sono anche star del cinema e della tv che hanno fatto coming out. Tra loro, Heidi Montag e Spencer Pratt, due star che hanno affrontato il trauma del trasloco dopo aver riempito di oggetti la loro villa. Ha ammesso pubblicamente il "vizietto" dell'accumulo anche Lisa Kudrow, la Phoebe di "Friends": l'attrice non riesce a liberarsi di documenti, fax e agende che risalgono addirittura agli anni Ottanta. "Prima mi sentivo in colpa, ora non più" ha confessato la Kudrow, che ha individuato pure il risvolto pratico della sua compulsione. Ha detto, infatti: "Potrebbero diventare importanti pezzi nel ricostruire la mia vita" ha detto l'attrice. Secondo i gossip, cadono nella trappola anche l'attrice Lindsay Lohan e la cantante Mariah Carey, che raccolgono lingerie e profumi: Con troppa assiduità.

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COME RICONOSCERLO

La scrivania piena di carte incongrue è un segnale

Che cosa sono le ossessioni? "Sono pensieri intrusivi che non si possono evitare" spiega il dottor Lorenzo Magri, neuropsicologo. In questa categoria si inserisce la tendenza a raccogliere oggetti senza mai eliminarli: "L'accumulo è una compulsione che deriva da un'ossessione: si pensa che quel determinato oggetto potrebbe tornare utile in futuro o che il distacco affettivo da esso è troppo difficile".

Ma come si misura la gravità dell'ossessione? "Le persone con un disturbo relativo alla personalità sono in genere meno gravi. Sono più rigidi, tendenti al perfezionismo con obiettivi elevati e possono perdere molto tempo a raggiungere una qualità eccelsa del loro operato. Hanno difficoltà a delegare ma può essere funzionale perché possono essere buoni leader, controllano bene quello che è stato fatto" dice ancora il neuropsicologo.

La tendenza all'accumulo, comunque, non si presenta da sola: "In genere, questo disturbo si associa ad altri problemi" avverte Roberto Vincenzi, psicologo e psicoterapeuta. E precisa che avere una scrivania piena non è necessariamente sintomo di hoarding. Il problema c'è quando si accumulano cose incongrue: "Come il catalogo di una mostra di tre anni fa e il giornale di ieri".

ILARIA M. LINETTI

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