Ma cosa sarà stato il peccato originale ?

Per i cattolici, il peccato originale è stato commesso da Adamo ed Eva che, nel giardino dell'Eden, hanno disubbidito a Dio mangiando il "frutto proibito".

Secondo la Bibbia, infatti, Dio aveva permesso all'uomo: "Mangia pure liberamente del frutto di ogni albero del giardino"; ma, nello stesso tempo, gli aveva ordinato: "del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai."(Genesi 2)

Da bambino, come allievo, prima delle suore e poi dei preti, mi sono spesso domandato che cosa fosse questo albero, e se fosse possibile vederlo da qualche parte.
Quando domandavo spiegazioni, mi rispondevano che si trattava di aver disobbedito a Dio e che la disobbedienza era un peccato grave. L'uomo deve obbedire a Dio, il bambino deve obbedire a mamma e papà e lasciamo perdere gli alberi.

Più tardi, quando ero un ragazzino e ascoltavo quelli che avevano 18 anni, "i grandi", sono venuto a sapere che, secondo loro, questo peccato doveva senz'altro essere collegato ad un comportamento sessuale.
Secondo alcuni si trattava di rapporti orali, mentre altri pensavano ai rapporti anali. In ogni caso, si trattava di rapporti sessuali non destinati alla procreazione, ma al piacere e al divertimento di chi li mette in atto.
I ragazzi più grandi traevano questa conclusione dal fatto che, come si dice nella Bibbia, prima di peccare "l'uomo e sua moglie erano ambedue ignudi e non ne avevano vergogna"; dopo aver peccato "s'accorsero che erano ignudi" e si affrettarono subito a coprirsi con la classica foglia di fico.
"Copriti le vergogne !" si usava dire in Italia una cinquantina di anni fa, per bollare chi si scopriva troppo.

Dopo i vent'anni, nell'età della contestazione, i pensieri che si formulavano sull'argomento, erano diversi. Si sottolineava il fatto che la proibizione divina riguardasse proprio l'albero della conoscenza del bene e del male.
Si rifletteva sull'operato della Chiesa Cattolica, che esercita la repressione sessuale e vuole tenere l'uomo nell'ignoranza, per poterlo dominare con la paura.
Si paragonava questo modo di agire con quello della società capitalista, che tiene segrete le informazioni importanti e copre le proprie malefatte con la disinformazione.

Se, oggi, leggiamo con un po' di senso critico, la storia del "frutto proibito", così come descritto nella Bibbia (Genesi 2, 3), si possono mettere in evidenza tutta una serie di elementi che vanno contro a qualsiasi ideale di realizzazione umana autonoma e indipendente.

L'uomo è dotato di "libero arbitrio", ma, nello stesso tempo, è tagliato fuori dalla "conoscenza del bene e del male". Come farà ad esercitare la sua libertà, se gli elementi necessari a prendere una decisione gli sono nascosti ?
Secondo i Cattolici bisogna pregare e rivolgersi ad un sacerdote per essere illuminati. Insomma, restare bravi bambini sottomessi all'autorità.

Quanto alla donna, fin dalla sua prima entrata in scena, viene presentata come poco affidabile, credulona, amica del diavolo, tentatrice dell'uomo. Un bel ruolo insomma. Per rinforzare la dose, dopo la cacciata dal Paradiso Terrestre, viene condannata a partorire con dolore e ad essere dominata dal marito, fondando così, sulle Sacre Scritture, l'origine del maschilismo.

La storia del "frutto proibito", è stata oggetto di studio fin dall'antichità. Le guerre di religione hanno insanguinato il mondo nei secoli passati e questa carneficina sta durando ancora oggi.

Cercando un'interpretazione diversa al racconto biblico, un'idea che potesse dare speranza all'umanità, anziché "cristiana rassegnazione", lo psicanalista svizzero Carl Gustav Jung (1875 - 1961), ponendosi da un punto di vista differente da quello cattolico, scrisse una serie di interessanti osservazioni.

Secondo Jung, Adamo ed Eva, nel Paradiso Terrestre, vivevano in una condizione nella quale tutti i loro bisogni venivano soddisfatti senza fatica.

Questa felice condizione, ha però un lato oscuro, e cioè il fatto che, se non si affrontano le difficoltà nella vita, se non si usano le risorse del cervello, allora intelligenti e indipendenti non lo si diventa mai.

L'uomo che non ha mai difficoltà da affrontare nella vita, non sviluppa le capacità mentali che servono ad affrontare i problemi e confrontarsi con la realtà.
Cresce, ma psicologicamente resta bambino, dipendente da chi lo fa sopravvivere, Dio o la mamma, e senza risorse di fronte all'ambiente.
Come dice un proverbio americano: "No difficulities, no guts"(Niente difficoltà, nessun valore).

Questo sarebbe stato il futuro di Adamo ed Eva se non fosse intervenuto il serpente, inviato dal diavolo.

In greco antico, il verbo "dia-balein" significa "separare" e molti ritengono che la parola "diavolo" derivi proprio da questa termine.

Il diavolo, attraverso la tentazione del serpente, separa Dio dall'uomo e spezza la loro alleanza.

Da quel momento in avanti gli uomini e le donne devono usare il cervello per sopravvivere. Se ci guardiamo intorno, nel bene e nel male, tutto quello che ci circonda, tutta la nostra civiltà, la cultura, la tecnologia, l'arte sono state prodotte dal cervello umano.

In questa visione, la storia del "frutto proibito" acquista un nuovo significato e diventa un simbolo positivo dell'evoluzione umana.
Trasgredire al divieto di conoscere fa crescere la coscienza dell'uomo e lo aiuta a costruire un'immagine di sé più matura e indipendente.
Certo, non a tutti piacerà, perché l'uomo che pensa con la sua testa, ha sempre fatto paura a tutte le Chiese.

 

"PECCA FORTITER, SED CREDE FORTIUS" [M.Lutero]

 

Bibliografia

  • "La Sacra Bibbia", Casa della Bibbia, Genova 1961