E' cominciato negli anni Sessanta, al tempo degli hippies giramondo, poi ci siamo cascati quasi tutti.
Magari con maggiori comforts, sempre col sacco sulle spalle però e la stessa voglia di conoscere.
Siamo stati in paesi che i nostri genitori, anche se ne avevano i mezzi, non si sono mai sognati di andare a vedere, hanno solo sognato sui libri di geografia, se i libri di geografia fanno sognare, poi c'era Salgari.
Una mescolanza di fattori culturali, economici, sociali, uniti allo sviluppo del trasporto aereo, ci rendono diversi dalla generazione precedente.

Il numero delle persone che trascorrono le vacanze viaggiando, aumenta di anno in anno, sono sempre di più quelli che scelgono voli intercontinentali per mete lontane.
A cercare cosa? Ognuno il suo trip. E' la voglia di conoscere che ci spinge, e ci porta dall'altra parte del mondo.

Molti viaggiatori però, si trovano male o sono soggetti a sorprese, perché non valutano il fatto che un volo intercontinentale, ti porta lontano nello spazio, ma anche nel tempo.
Non ci si rende conto del fatto che il mondo, può essere diviso in zone geografiche, ma anche in zone cronologiche. Sul pianeta esistono e coesistono epoche temporali ben diverse tra di loro.

Se è eccitante l'atmosfera dei grandi aeroporti internazionali, se quando sei sul jumbo con otto ore di volo davanti, magari pensi a come sarà dove arriverai, devi avere chiaro nella mente anche l'epoca temporale che incontrerai.

Dalla raffinata e ovattata tecnologia dell'aereo, con la sua total immersion in un mondo provvisorio, dove le hostess ti sorridono, hai la musica in cuffia, guardi il film, t'ingozzi o digiuni, comunque sei protagonista come passeggero della pantomima che viene recitata per te, da tutto questo, quando scendi dalla scaletta o passi nel tubo, di colpo ti ritrovi in un altro mondo, in un altro tempo. Mamma aereo ti pianta nella maniera più antipatica, ed è peggio se viaggi con la compagnia di bandiera, perché perdi di colpo anche la tua lingua, che se ne andrà presto a consolare altri passeggeri, quelli del ritorno in Italia, e tu ti trovi solo al baggage claim, poi devi uscire dall'aeroporto.

E cominciamo: Giappone e Usa sono il futuro. Due futuri diversi che partono da premesse molto diverse; in entrambi tecnologia alla grande.

Il Giappone parte da tradizioni molto antiche; vende l'anima per qualche yen in più, ma in compenso conserva molti aspetti ancora tradizionali. Lo straniero, magari non yankee, è ancora un animale degno di rispetto; che i piedi puzzino anche nel métro di Tokyo e si bestemmi per cercare un indirizzo "facile" in una città dove le piante topografiche ti fanno venire i riccioli, quanto all'elenco del telefono è meglio non parlarne, questo è vero, ma se vai un po' fuori dai sentieri turistici e accetti con un sorriso che il tassista cerchi di comunicare con te in giapponese, pensando che tu capisca, qualche incontro da ricordare lo fai, mentre ti dedichi a fotografare la campagna con una digitale che in Italia arriverà tra sei mesi.

Gli Stati Uniti partono da una situazione senza tradizioni antiche; non hanno una gran base sulla quale elaborarsi, gli edifici "storici" in genere hanno l'ascensore, l'odio / amore per l'Europa vive delle loro crisi edipiche, l'inconscio collettivo sarà anche magari tutto a New York, ma come europeo, avverti continuamente differenze nel modo di vivere e pensare.
Credono nella modernità e nel futuro, la tecnologia è all'avanguardia mondiale, ma occhio a girare di notte nelle grandi città, le informazioni è meglio cercarsele da soli nella efficientissima cartina, tutto chiaro e numerato, anche l'anima.
Li trasferiscono / si trasferiscono, per lavoro, da una città alla altra, da uno stato all'altro, aggiungendo alla sensazione di deraciné a livello collettivo, quella a livello individuale.

L'Europa ha tutte le tradizioni alle spalle per potersi guardare avanti; magari col black out, ma, sotto i portici dei palazzi antichi, nei carruggi del centro storico, davanti alla facciata di un duomo, con la Maestà di Duccio e le belle ragazze che passano, cosa t'importa se c'è poca luce? Certo che tra un po' perdiamo anche il lavoro, e allora son cazzi. Ma le occupazioni indipendenti, una certa volontà di ridimensionarsi aumentano; altri segni da leggere sono l'incremento del terziario, dei servizi turistici, del volontariato.
Aumentano i dissidenti, crescono locali a tema, la musica, i video, la gente che vive sola per propria scelta, le mode svincolate dalle mode, le incertezze e le contraddizioni.

I paesi ex comunisti hanno vissuto, e stanno vivendo un'epoca di guerre crudelissime, che hanno segnato il distacco dall'Unione Sovietica. La tristezza degli ungheresi, l'alcolismo dei rumeni, l'angoscia dei russi, i riflessi d'antico dei cecoslovacchi, l'espressione malinconica che cogli negli occhi di tanti giovani dell'est, tutto questo può far pensare al dolore di chi ha capito di essere ancora fuori dal tempo moderno e sente, nelle code ai negozi di tutti i giorni, l'ingiustizia di arricchire una classe politica, che è così avida e miope da non capire che il tuo servo, più lo tratti bene e più ti tratta bene.

L'India è il medioevo, come pure gran parte dell'Oriente. E lo devi sapere quando scendi a Delhi, con gli scarafaggi in aeroporto, e senti l'odore che ti accompagnerà per tutto il viaggio, come essere in una cucina piccola e calda dove bolle una pentola piena di merda/curry/incenso/patchuli. Uomini per strada con uno straccio legato in vita, così magri, che vedi tutto il loro scheletro sotto la pelle. La guida turistica, che esita a stringerti la mano perché sei un fuori casta. La violenza dei sikh, una gita in ape-taxi in mezzo al traffico, il telefono che non funziona mai, la luce elettrica che va e viene portandosi via l'aria condizionata. La contrattazione continua, per comprare qualsiasi cosa. Il lebbroso che ti chiede l'elemosina, toccandoti col moncherino, un cammello in mezzo alla strada, il casino che succede ogni volta che i passaggi a livello si aprono, e il traffico si blocca per delle mezzore. Se non sai che succederanno tutte queste cose, ti sentirai in un mondo alieno. Se te ne vai giù bel bello, pensando alla beat generation e alla serenità dell'oriente, allora a knock out ci vai subito, basta che mangi qualcosa di sbagliato, ti ritrovi a star male e ti trovi la scusa per tornare a casa.

L'Africa vive guerre e sterminio dei quali a noi europei e americani, se non c'è petrolio sul territorio, non importa molto. Gli Africani sembrano lacerati tra tecnologia, sciamanesimo, i grattacieli e la fame, i resti del colonialismo, miniere di diamanti, animali selvaggi e dittatori.

II Messico, l'America Latina sono l'Ottocento: governi di regime, ingiustizie sociali, la necessità di costruire e industrializzare, la voglia e i tentativi di proporsi al mondo in abiti nuovi, portare all'occhiello il proprio modernismo d'importazione, l'allegria di chi le nostre crisi le deve ancora vivere, la musica locale con parole strazianti e ritmi da San Remo, uomini che nel cazzo sempre duro e nel numero delle amanti, identificano la propria vita e donne tanto dolci, morbide, protette, represse dal maschilismo ancora imperante.

Altri esempi fateli voi, fate altri viaggi; i ricordi di viaggio che ti porti dentro, sono meglio delle diapo e dei jpg.

Per il prossimo viaggio, prima di decidere destinazione e giorno di partenza, scegli attentamente anche l'epoca di arrivo.

 

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