Premessa

Negli anni Sessanta, gli studiosi di psicologia e gli esperti di comunicazione che lavoravano assieme presso il Mental Research Institute, nella città di Palo Alto, in California, portarono avanti i loro studi partendo da queste considerazioni sulla comunicazione:

  • è impossibile non comunicare;
  • la comunicazione utilizza diversi registri contemporaneamente e non si riduce alle parole dette;
  • la comunicazione va quindi letta a più livelli contemporanei.

Queste affermazioni sono particolarmente vere e verificabili, se ci riferiamo alla comunicazione cosiddetta "non verbale", cioè quella che passa attraverso il nostro corpo.
E' relativamente facile, infatti, quando siamo di umore "normale", controllare il linguaggio, stare attenti a quello che diciamo, parlare o non parlare, usare una parola al posto di un'altra.
Non facilissimo del tutto, però, se il nostro umore é agitato, o se ci attraversano forti emozioni.
In queste occasioni, il nostro vero io, le nostre vere intenzioni vengono rivelate, in modo inconscio, cioè non percepibile, dai gesti che facciamo, e da come ci comportiamo.
Il nostro corpo, spesso a nostra insaputa, e, nonostante i nostri tentativi di controllo consapevole, trasmette continuamente informazioni su di noi e sul nostro reale stato d'animo.
Vedremo quindi come, chi sa leggere questi messaggi, riesca a comprendere quello che pensiamo e possa verificare se, quello che diciamo con le parole, si accorda o meno con quello che "dice" il linguaggio del nostro corpo.

Il linguaggio del corpo

Analizzando la vasta gamma di messaggi che il nostro corpo può trasmettere, possiamo distinguerli in varie categorie, a seconda della modalità espressiva:

  • i movimenti del corpo: i gesti, il gesticolare, gli atteggiamenti, le posture (cioè le posizioni che assumiamo col corpo), le espressioni del viso, le contrazioni muscolari o la distensione muscolare, la velocità o la lentezza del movimento, la ripetizione del gesto;
  • i cosiddetti fenomeni paralinguali: il riso, il pianto, i battiti delle ciglia, lo sbadiglio;
  • il modo col quale parliamo, la velocità nel parlare o la lentezza, le pause del discorso, il silenzio
  • i fenomeni fisici involontari, rilevabili a vista, come mettersi a sudare improvvisamente, il tremito, arrossire, impallidire, l'erezione nell'uomo, la pelle d'oca, i capelli e i peli che si rizzano, i capezzoli che diventano duri, fino ad arrivare al collasso e allo svenimento
  • i fenomeni fisici involontari, non rilevabili a vista, come l'aumento o la diminuzione della pressione sanguigna, la variazione dei battiti del cuore, le sostanze come l'adrenalina, che vengono immesse dalle ghiandole nel nostro organismo di fronte a particolari situazioni, l'ipersecrezione gastrica
  • la famosa acidità di stomaco
  • le contrazioni dell'intestino (specie nella zona del colon)
  • la prossemica, cioè la distanza alla quale ci mettiamo rispetto alle altre persone o alle cose
  • la comunicazione umana che passa attraverso l'olfatto o il contatto diretto del corpo

Tutti questi fenomeni sono stati, e sono, oggetto di attenzione nell'ambito della psicologia e nello studio sulla comunicazione.
L'utilizzo di uno di questi metodi espressivi o la combinazione di alcuni di loro, riesce ad esprimere molto spesso il nostro reale atteggiamento, rispetto alla situazione che stiamo vivendo.

Esempi

  • Assistendo ad uno spettacolo che mi interessa, é probabile che sulla sedia io stia ben dritto e fermo, coi muscoli del collo e della schiena irrigiditi, gli occhi ben aperti e le orecchie tese a non perdere una sola parola
  • se viceversa lo spettacolo é noioso, e sono stufo di star lì ad annoiarmi, magari mi guardo in giro qua e là, sperando di cogliere qualcosa di interessante, o manifesto comunque il mio disappunto muovendo le gambe, o compiendo una serie di piccoli movimenti del corpo
  • se la noia é veramente grande, può anche darsi che la mia mente si stacchi dalla realtà, e che il mio corpo man mano si rilassi per quanto consentito dalla poltrona e in seguito ..... sopravvenga il sonno
  • se invece sono alla partita, e la mia squadra segna un gol, é molto facile che mi ritrovi in piedi a gridare, senza nemmeno aver percepito di essermi alzato
  • se ci troviamo a parlare tra amici, e sono interessato a quello che si dice, mostro la mia attenzione stando voltato col corpo frontalmente rispetto a chi mi parla, lo guardo in viso, mi chino col busto in avanti
  • se invece mi ritrovo a guardare fuori dalla finestra, o a guardare spesso l'orologio, o sono voltato da un'altra parte rispetto a chi mi parla, oppure non guardo mai verso la sua direzione, é molto probabile che quello che viene detto non mi interessi, o che non mi interessi la persona che sta parlando
  • nel corso di una trattativa commerciale, gli uomini d'affari si impegnano anche a dare ai loro interlocutori l'impressione della massima calma e sicurezza interiore; per questo motivo modulano la voce di gola in maniera "maschia", parlano con una certa lentezza, non muovono molto il corpo ..... per quello che si vede al sopra della scrivania, ma se una telecamera potesse inquadrare le gambe ed i piedi di questi signori, allora si noterebbero movimenti nervosi e ripetuti del piede e della caviglia, contrazioni muscolari delle gambe e tutta una serie di fenomeni che rivelano la tensione alla quale sono sottoposti in quel momento
  • sono in macchina con un amico, che guida in maniera spericolata, e non voglio dirgli che ho paura, ma mi accorgo all'improvviso, che le dita della mia mano sono diventate tutte bianche, per la forza con la quale sto stringendo la maniglia, mentre cerco o fingo di chiacchierare amabilmente
  • mi si avvicina, per salutarmi, una persona che ha della simpatia per me, mentre a me questa persona non piace, e mi ritrovo con le spalle rialzate e contratte come chi non vuole essere abbracciato
  • sono in ansia, aspettando l'arrivo di una persona cara, e chissà come mai mi trovo vicino alla finestra a guardare in strada

Di esempi ce ne sarebbero veramente tanti; quel che si potrebbe fare, é cercare di guardare gli altri in modo diverso; non limitarsi ad ascoltare le parole, cercare invece di cogliere i segnali trasmessi dal corpo. La nostra capacità di comunicare e ricevere la comunicazione potrebbe aumentare molto più di quello che ci aspettiamo.

NOTA:

Ogni terapia viene individualizzata e monitorata per ciascun paziente dallo psicologo, secondo la sua competenza ed esperienza.

Questi articoli costituiscono soltanto delle schede informative, e non possono, in alcun modo, sostituirsi al rapporto diretto psicologo-paziente, che si realizza nel corso della psicoterapia.