"Nulla è sicuro a questo mondo,
l'unica cosa sicura è il cambiamento"

(dal libro de "I Ching" ottavo secolo avanti Cristo)

 

In latino la parola "lira" significa tra l'altro "il solco dell'aratro" e questo significato era ricordato sulle monete da 10 Lire che raffiguravano un aratro.

Ora, proprio di questi tempi, dopo le decisioni prese in sede europea, ci stiamo allontanando, e per sempre, dal solco che questo aratro ha tracciato per molti anni nella vita degli italiani.

C'è chi è d'accordo su questa decisione, c'è chi è contrario; ma, ci piaccia o meno, questa cosa sta accadendo e accadrà, fino a perfezionarsi con la scomparsa totale della lira.

Dal punto di vista pratico, è stato messo in atto un sistema, con date e scadenze progressive, che ci dovrebbe aiutare in questo passaggio.

Ma, dal punto di vista psicologico, questo fatto non resta senza conseguenze. Nel migliore dei casi lo potremo definire come un'ulteriore necessità di adattamento, che richiede energie e flessibilità.

Flessibilità che non significa arrendersi, o rinnegare se stessi, ma viceversa non perdere di vista i cambiamenti della realtà e tenerne conto.

E tutti sappiamo quanta fatica costi adattarsi ad un mondo che cambia continuamente, anche se tutti sappiamo, che proprio la flessibilità è lo strumento che ci permette di galleggiare sul mare in tempesta della vita.

Nonostante questa fatica, però, la maggior parte delle persone riesce a mettere in atto questi adattamenti alla realtà, operazione che gli americani chiamano "grounding" da "ground" cioè "terra" e significa "tenere i piedi per terra".

Esistono tuttavia delle categorie di persone " a rischio", persone cioè che faticano più degli altri o addirittura non riescono a mantenere questo contatto con la realtà che cambia.

La prima categoria è rappresentata dagli anziani.

Invecchiare non sempre porta saggezza; molto spesso dal punto di vista psicologico è sinonimo di debolezza e perdita delle sicurezze. Questo avviene, da un lato per motivi organici, dovuti al deterioramento fisico del nostro cervello e del nostro corpo, dall'altro a motivi psicologici che conducono molti anziani ad una "ritirata" dalla vita attiva. In questi casi l'avvento dell'Euro provoca ulteriori insicurezze: "i nostri soldi varrano di meno", "non riesco a fare il calcolo tra una moneta e l'altra", "faccio fatica ad imparare le nuove monete", "i negozianti mi imbroglieranno sui resti" e così via.

A questa situazione si sta cercando di ovviare con l'informazione su tutti i tipi di media, dalla tv ai giornali, e con i molti corsi sull'Euro che vengono organizzati a favore degli anziani, da parte dello stato e di numerosi enti, dai partiti politici alle parrocchie.

Per quello che ci riguarda, potremo dare il nostro contributo, aiutando gli anziani delle nostre famiglie a superare questo passaggio.

Appartengono alla seconda categoria le persone prive di istruzione, fino all'analfabetismo.

E di analfabeti ce ne sono anche in Italia; spesso è difficile accorgersi di loro, perché in genere gli analfabeti si vergognano e cercano di nascondere il fatto di non saper leggere e scrivere; hanno imparato a fare la firma e la fanno con grande attenzione quando necessario; ricorrono poi a scuse, come quella di aver bisogno degli occhiali, per evitare di dover essere messi alla prova.

Analoghe difficoltà vengono percepite da parte di persone con pochissima istruzione; i proletari di oggi, secondo una definizione di Umberto Eco, sono coloro che non conoscono l'inglese e l'uso del computer. Difficoltà ancora maggiori vengono vissute dalle persone che parlano solo dialetto, vivono isolate, sono dedite a lavori elementari, tradizionali e ripetitivi, frequentano solo parenti o persone in condizione analoga alla loro.

Come per gli anziani, per cercare di risolvere questa situazione sono stati organizzati corsi di alfabetizzazione e di formazione all'uso dell'Euro.

La terza categoria è rappresentata da persone che soffrono di disturbi psicologici che provocano difficoltà nel contatto con la realtà, rigidezza di pensiero e di carattere.

In questa situazione rientrano gli ammalati gravi, per i quali il normale rapporto col mondo è molto difficile o addirittura impedito, e alcuni tipi di nevrosi, specie di tipo ossessivo.

Essere flessibili, infatti, significa anche essere sicuri di se stessi, conoscersi, essere realizzati, essere abituati a non pensare usando sempre gli stessi rigidi schemi.

Per chi, anziché appoggiarsi su se stesso, si appoggia sull'ambiente, qualsiasi cambiamento dell'ambiente, viene vissuto come un attentato alla propria personale sicurezza. Da cui spesso una reazione di ulteriore rigidità e ulteriore chiusura.

L'avvento dell'Euro, in queste situazioni, può destabilizzare per un certo periodo la persona, che lo vive caricandolo di valori solo negativi, o lo percepisce come una ulteriore difficoltà di un mondo ostile.

E se, come diceva Freud, "è il sintomo che cura", intendendo dire che, se una persona ha un sintomo psicologico, può darsi che cominci a prendersi cura di se stesso e cominci una psicoterapia, chi soffre di "Euroshock" potrebbe approfittare dell'occasione per cercare di conoscersi di più.

NOTA:

Ogni terapia viene individualizzata e monitorata per ciascun paziente dallo psicologo, secondo la sua competenza ed esperienza.

Questi articoli costituiscono soltanto delle schede informative, e non possono, in alcun modo, sostituirsi al rapporto diretto psicologo-paziente, che si realizza nel corso della psicoterapia.