Che cosa è il sogno, che differenza c'è tra la realtà e le immagini che ci appaiono la notte, mentre dormiamo e il nostro corpo riposa ?

Fin dai tempi più antichi, gli uomini si sono interrogati sul significato dei sogni e sui confini tra sogno e realtà.

Tra i moltissimi studi svolti su quest'argomento, riportiamo tre storie, tratte dal passato, che mettono in evidenza come lo studio dei sogni, fosse importante anche per chi, avrebbe dovuto avere una mentalità completamente diversa, e cioè i matematici, gli scienziati, i filosofi e i religiosi.

Gerolamo Cardano (1501-1576), è stato un famoso scienziato, matematico e medico.

Lavorò molto nel campo dell'algebra, elaborando un metodo per risolvere particolari tipi di equazioni e di calcoli. In campo scientifico, a lui si deve l'invenzione della serratura a combinazione, della sospensione cardanica (un meccanismo che serve da supporto per bussole o giroscopi) e del giunto cardanico (un dispositivo che consente di trasmettere il moto rotatorio da un asse ad un altro di diversa angolatura. Il giunto cardanico è tutt'oggi utilizzato nelle automobili).

 

Ma, se esaminiamo gli scritti di Cardano, troviamo anche un'opera in quattro volumi, composta nel 1562, dedicata a spiegare le "insonnie e i sogni".

La sua teoria dei sogni è un'esposizione analitica, portata avanti con molta logica, in un modo di scrivere da ingegnere.

Cardano formula una teoria sui sogni che possa rappresentare una specie di enciclopedia sull'argomento. La prima parte è teorica: quali sono la cause dei sogni, quali generi di sogni esistono, come si interpretano i sogni.

La seconda parte rappresenta una specie di manuale di consultazione, per chi voglia interpretare i sogni, e sono riportati moltissimi esempi di sogno.

 

Il filosofo e matematico francese René Descartes (1596-1650), conosciuto in Italia come Cartesio, è considerato il fondatore della filosofia e della matematica moderna. A lui si deve la creazione di un nuovo "metodo" per la ricerca scientifica.

Questo "metodo" prevedeva l'applicazione del "pensiero scientifico" per ogni problema e rifiutava le nozioni approssimative, imperfette, fantastiche, ideologiche e religiose che erano tipiche di gran parte del sapere di quei tempi.

Quattro sono le regole del "metodo".

La prima è quella della evidenza, per la quale non si accettano dubbi ma solo evidenze.

La seconda regola è quella della analisi, che suggerisce di dividere un problema in vari elementi separati e risolverlo cominciando dalle parti più semplici.

La terza regola è quella della sintesi, per cui si passa gradualmente dalle conoscenze più semplici a quelle più complesse.

La quarta regola è quella della enumerazione e revisione, che serve a organizzare le conoscenze acquisite.

Cartesio è stato un uomo che potremmo quindi considerare un esempio di logica e razionalità. Eppure ...

Eppure questo scienziato e matematico racconta nei suoi diari che, l'idea del suo metodo, non l'ha avuta da sveglio, mentre stava pensando o studiando, ma gli è comparsa in un sogno, del quale riporta anche la data. Era il 10 novembre del 1619, Cartesio aveva 23 anni e si trovava in Germania, quando ebbe, in sogno, una specie di rivelazione di "una scienza completamente nuova", e, da quel momento in avanti, cominciò ad elaborare le sue teorie.

Partendo proprio da questo fatto storico, possiamo pensare che, il confine tra realtà e sogno, utilizzando lo stesso "metodo scientifico", rientra nel territorio del dubbio.

Forse per questo motivo, in seguito Cartesio scrisse: " ciò che accade nel sogno non sembra così chiaro e così distinto come ciò che accade nella veglia. Ma, pensandoci sopra, mi ricordo d'essere stato spesso ingannato, quando dormivo, da semplici illusioni. E, fermandomi su questo pensiero, vedo chiaramente che non ci sono indici concludenti né contrassegni abbastanza certi per poter distinguere nettamente la veglia dal sonno, al punto che ne sono stupito e il mio stupore è tale che è quasi capace di persuadermi che sto dormendo".

 

Qualche anno dopo, nel 1635, Pedro Calderón de la Barca (1600-1681) un drammaturgo e filosofo religioso spagnolo, scrisse un'opera per il teatro intitolata "La vita è un sogno".

In questo dramma si racconta la storia di un paese immaginario, nel quale Basilio, il re, famoso astrologo, elaborando un oroscopo alla nascita di suo figlio Sigismondo, prevede per lui che, quando salirà al trono, diventerà tiranno e sanguinario.

Per evitare che la profezia si realizzi, lo fa' rinchiudere per tutta la vita in una torre, e per lui, l'unico contatto col mondo è rappresentato da un servitore che lo accudisce. Un giorno, il padre, per mettere il figlio alla prova, lo fa addormentare con un sonnifero, e portare a corte. Quando il ragazzo si risveglia, il suo servitore gli racconta la verità sulla sua segregazione.

Furioso per la vita che gli è stata rubata, non abituato come è a stare con gli altri, frastornato per la gente che ha intorno, si comporta in modo superbo, tirannico e vendicativo.

Si calma soltanto vedendo una ragazza, Rosaura, della quale subito si innamora.

Ma il padre, viste le sue reazioni, si convince che possa davvero diventare un tiranno, lo fa addormentare di nuovo e riportare alla torre.

Svegliatosi nella prigione, Sigismondo pensa di aver sognato la sua visita a corte, ma quelle immagini gli sembrano troppo vere, e nasce in lui una certa confusione tra il sogno e la realtà. Per cercare di dare certezza alla sua vita, Sigismondo infine si convince che esista una verità superiore: "tutta la vita è un sogno". L'opera si conclude con la ribellione del popolo alla notizia che il re non vuole nominare erede al trono Sigismondo, ma un altro principe.

Il popolo insorge in favore di Sigismondo, lo libera dalla torre e lo acclama re. Mentre Sigismondo viene condotto a corte, lungo la strada, incontra Rosaura. Sigismondo è confuso perché si rende conto di aver già visto quella ragazza e ancora si domanda se quello fu sogno o realtà. Accetta la confusione, prende le redini del regno e opera con giustizia e saggezza.

Ma è un sogno, o realtà ?

NOTA:

Ogni terapia viene individualizzata e monitorata per ciascun paziente dallo psicologo, secondo la sua competenza ed esperienza.

Questi articoli costituiscono soltanto delle schede informative, e non possono, in alcun modo, sostituirsi al rapporto diretto psicologo-paziente, che si realizza nel corso della psicoterapia.