Negli Stati Uniti alcuni psicologi usano la parola "nesting" (fare il nido), per indicare una serie di concetti diversi:

Nesting e istinto materno

In questo caso, la parola "nesting" indica alcune tra le emozioni e sentimenti che la futura mamma prova quando pensa che porterà il suo bambino a casa, e quali cambiamenti dovrà fare in casa, per poterlo accogliere. Questa atmosfera psicologica è particolarmente forte alla nascita del primo figlio, ma si ripete comunque, anche se in modo diverso, per i figli che nascono in seguito.

Questi pensieri si concretizzano in tutte le attività pratiche di arredamento, l'acquisto della culla o del lettino, la preparazione di una stanza per il bambino, i mobili da metterci dentro, come sistemare la casa per l'arrivo di una persona in più. La casa dove viveva una coppia si trasforma nella casa dove abiterà anche un bambino. E' facile quindi che ci siano sistemazioni e arrangiamenti nuovi da studiare per rispettare le nuove esigenze. I mobili possono essere risistemati, e la disposizione stessa della casa viene in qualche modo a cambiare.

Molte coppie in queste occasioni, man mano che la data della nascita si avvicina, eseguono o fanno eseguire anche una manutenzione generale della casa: dare il bianco alle pareti, riordinare, eliminare oggetti inutili Sono attività positive e spesso molto tenere che preparano l'atmosfera adatta per accogliere un neonato.

La futura mamma e il futuro papà man mano che svolgono queste attività pratiche, in qualche modo preparano anche uno spazio per il bambino nella loro mente. Pensare al figlio che arriverà, mentre si fanno i preparativi, aiuta a trasformare la mentalità del single in quella del genitore. Anche semplicemente pensare che lo spazio di casa non sarà più tutto a disposizione, che ci saranno delle ore nelle quali la tv o lo stereo dovranno essere messi bassi per non svegliare il neonato che dorme, insomma che i desideri e le esigenze degli adulti dovranno essere mediate con quelle di un bambino piccolo, aiuta a capire la dedizione necessaria a far crescere un essere umano.

Nesting nella vita di coppia

La parola "nesting" viene anche usata per descrivere l'insieme di tutte le attività che una coppia, con figli o senza, svolge in casa propria per ottenere dei miglioramenti. In genere queste attività comprendono il sistemare in modo nuovo mobili e oggetti, eseguire lavori di manutenzione o trasformazioni, acquistare nuovi arredi o suppellettili.

Queste attività hanno un risvolto pratico e reale che si concretizza nel lavoro fatto, ma, a livello mentale, hanno comunque un significato.

Psicologicamente, occuparsi assieme al partner della propria casa, significa investire energie in un progetto comune, "crederci" come si suol dire, pensare che la coppia che vive nella casa possa avere un futuro.

Lavorare in casa assieme al partner, spesso favorisce la comunicazione di coppia, che dal livello pratico di ciò che si sta facendo assieme, può passare facilmente a contenuti più profondi. Dal "Passami il martello" possiamo arrivare a discutere aspetti importanti dello stare insieme. Certe volte, mentre si sistemano oggetti o mobili, vengono fuori dei ricordi di analoghi lavori fatti anni prima, possono venire in mente persone di allora, memorie di come la coppia viveva insieme negli anni passati. I due partner, uniti semplicemente nel fare qualcosa assieme, proprio perché non sono lì per parlare, possono sentirsi più disposti e facilitati a farlo.

Nesting e Space Cleaning (Pulizia dello Spazio)

Gli psicologi che si rifanno ad una concezione New Age della vita, fanno in certi casi coincidere la parola "nesting" con le attività di "Space Cleaning" che letterariamente significa "pulizia dello spazio".

Lo "Space Cleaning" è il nome che si usa in America per indicare un'attività ispirata al "Feng Shui" cinese.

In cinese la parola "Feng shui" significa "vento" e "acqua", indicando così i due elementi che trasformano la terra e che col loro influsso determinano le caratteristiche più o meno salubri di un particolare luogo o di una particolare abitazione.

Si tratta di un'antica dottrina taoista cinese, secondo la quale la posizione dei luoghi e delle abitazioni, rispetto all'energia della natura, alle costellazioni ed ai pianeti, favorisce o danneggia gli uomini che ci vivono.

In base a questa teoria venivano orientate le abitazioni da costruire. Nelle case già esistenti, si sistemava la posizione dei letti e dell'arredamento, in modo da favorire e armonizzare lo scorrere dell'energia cosmica all'interno della casa.

Questa teoria, è stata recentemente inglobata nelle ideologie New Age.

Negli Stati Uniti il "Feng Shui", modificato in modo da renderlo un po' più comprensibile per gli occidentali, è stato ribattezzato "Space Cleaning", e, secondo alcuni psicologi, si tratterebbe di un'attività migliorativa della casa, abbastanza simile al Nesting.

Nesting Syndrome (Rupofobia: Ossessione per la pulizia - Paura dello sporco)

Quando una persona è ossessionata dalla pulizia della casa, dedica ad essa molto più tempo del normale o pulisce molto più a fondo e più spesso del necessario, ci possiamo trovare di fronte ad uno stato di sofferenza psicologica, ad una nevrosi che si sta esprimendo con una fobia.

Ma che cos'è la fobia? Questi pensieri irrazionali significano qualcosa?

La fobia fa parte delle nevrosi, cioè quei disturbi psicologici che non hanno una causa fisica, organica, ma sono invece alterazioni nel modo di funzionare del pensiero.

Nessuno nasce fobico, piuttosto la fobia è un tentativo di difesa sbagliato, che è stato costruito durante la vita della persona, cresciuta in un ambiente psicologicamente malato, per combattere l'ansia.

L'ansia a sua volta nasce da un cosiddetto "conflitto rimosso", cioè una situazione nella quale il soggetto rifiuta di affrontare un contrasto nella sua vita; fa' finta che non esista, lo elimina dalla coscienza e lo trasferisce su qualcos'altro che è meno penoso da affrontare, per esempio una fobia.

Freud, descrivendo questo meccanismo psicologico, usava i termini "rimozione" (per indicare l'operazione con la quale si rimuove dalla coscienza, cioè si fa finta che non esista il conflitto) e "spostamento" (quel artificio psicologico col quale le emozioni provate ad affrontare un certo pensiero conflittuale, vengono trasferite ad un altro pensiero ritenuto più facile da sostenere).

Nella prima elaborazione della sua teoria, Freud in riteneva che il conflitto avvenisse tra "principio del piacere" e "principio di realtà"; in seguito, mise in evidenza il contrasto tra "pulsioni sessuali" e "pulsioni dell'Io"; concluse poi la sua elaborazione indicando il conflitto tra "Eros" e "Thanatos" cioè tra desiderio di vivere e volontà distruttiva.

 

In termini attuali, possiamo dire che il conflitto è collegato alla crescita di una persona e alla acquisizione di indipendenza dai genitori e dalla famiglia di origine.

I genitori sani, favoriscono l'indipendenza dei propri figli e li aiutano ad acquisire gli strumenti necessari per la crescita. I genitori nevrotici, psicologicamente malati, ostacolano questo processo, stabilendo coi figli un tipo di rapporto morboso, troppo stretto e intenso, impostato sul principio "o sei come me o sei contro di me; ma contro di me non ci puoi stare".

Ed è proprio a causa di questo legame troppo forte, che i figli di questi genitori faticano a crescere e rendersi psicologicamente indipendenti. Per loro è molto penoso affrontare il conflitto: ubbidire ai genitori (e quindi restare bambini per sempre) o costruire la propria indipendenza (e quindi disubbidire ai genitori).

Non tutti ci riescono. Molti di loro, piuttosto che affrontare il contrasto coi genitori, lo rimuovono, fanno finta di ignorarlo, e innescano così un meccanismo nevrotico che può svilupparsi in varie forme. La fobia è una di queste possibili forme di nevrosi.

 

La fobia impedisce quindi di impegnarsi nella vera battaglia, che è quella per la propria autonomia, e mantiene la persona in una condizione infantile, caratterizzata da paura di agire e immobilismo.

Nella vita del fobico, le novità sono da temere ed evitare, i sensi di colpa sono sempre in agguato, non appena si accenna ad un pensiero di indipendenza dalla famiglia di origine. A causa del suo modo di pensare, il fobico è una persona insicura nell'affrontare la vita; la barriera psicologica che dovrebbe difenderlo dall'esterno, non funziona bene ed ha paura di poter essere "invaso" dal mondo. Chi vive nella nevrosi fobica è un represso che ignora come funzioni il suo corpo e come si sviluppino le emozioni; teme la propria impulsività e l'espressione dell'istinto; i genitori hanno marcato in lui una potente autorità che è difficile e penoso estirpare. Attraverso la fobia vengono negate l'affettività e le emozioni, l'istinto e la spontaneità; tutti questi sentimenti vengono sostituiti da rigidi schemi "paura / non paura" che, paradossalmente, sembrano al fobico, più facili da affrontare.

NOTA:

Ogni terapia viene individualizzata e monitorata per ciascun paziente dallo psicologo, secondo la sua competenza ed esperienza.

Questi articoli costituiscono soltanto delle schede informative, e non possono, in alcun modo, sostituirsi al rapporto diretto psicologo-paziente, che si realizza nel corso della psicoterapia.