Nel linguaggio di tutti i giorni, "essere in paranoia" significa avere idee fisse, soffrire di un disturbo psicologico, parlare o agire in modo strano, non razionale, un po' "da matti".

In Psicologia, invece, la parola "paranoia" ha un senso preciso, diverso da quello dell'uso comune.

DEFINIZIONE E CARATTERISTICHE

Il significato attuale del termine "paranoia" e la sua distinzione dalla schizofrenia, risalgono alla psichiatria tedesca dell'Ottocento, che descriveva questo disturbo con le seguenti caratteristiche:

  • E' un tipo particolare di psicosi endogena, cioè una grave malattia mentale, che produce una alterazione profonda della personalità, la perdita della capacità di comprendere la realtà e di comportarsi in modo adeguato alla situazione.
  • La paranoia è caratterizzata dal delirio, che riguarda temi di persecuzione, grandezza e gelosia. Questo tipo di delirio è molto spesso "sistematizzato", cioè verte su un unico tema, intorno al quale costruisce una cornice che conserva qualche frammento di logica.
  • Non é necessariamente accompagnata da allucinazioni, né da sintomi dissociativi o di deterioramento.
  • La personalità paranoica, al di fuori dei suoi temi deliranti, presenta caratteristiche di pensiero abbastanza razionali, una normale intelligenza, capacità di relazione con gli altri.
  • L'andamento della malattia é generalmente cronico.

A questa definizione si é arrivati in seguito alla evoluzione delle teorie psicologiche e psichiatriche dall'Ottocento ad oggi.

Il termine "paranoia", infatti, risale alla lingua della Antica Grecia, ed è composto dalle parole "para" che significa "oltre", "al di là", e "noia" che viene da "nous", e significa "mente". Quindi una "mente che va oltre il normale".

Questa parola era adoperata dagli Antichi Greci per indicare la pazzia.

Il significato attuale è stato elaborato dallo psichiatra tedesco dell'Ottocento Emil Kraepelin, che, nel 1883, stabilì la distinzione tra la "paranoia" e le altre forme di delirio cronico.

Kraepelin incluse la paranoia fra le forme della "demenza precoce" (Dementia Praecox), accanto alla forma ebefrenica (pensiero e comportamento incoerenti e irrazionali), e a quella catatonica (che si esprime col disturbo psicomotorio).

In seguito, nel 1908, Eugen Bleuler inventò la parola "schizofrenia" per definire la "demenza precoce" e distinse da essa una "forma paranoide". La parola "schizofrenia" deriva dal greco antico: "schizo" cioè "dividere", e "fren" che significa "mente". Una malattia che produce scissione del pensiero e dissociazione della personalità, cioè una "mente divisa".

La distinzione tra paranoia e schizofrenia, è stata confermata nel 1910 da Sigmund Freud, secondo il quale, si trattava comunque di due disturbi diversi, anche se alcune caratteristiche potevano essere simili.

Attualmente, secondo il manuale americano DSM III R (Diagnositic and Statistical Manual of Mental Disorders), i criteri distintivi per formulare la diagnosi di paranoia sono i seguenti:

  1. Il delirio, della durata di almeno un mese, ha come oggetto situazioni che possono esistere nella vita reale (essere perseguitato, seguito, ingannato).
  2. Non sempre sono presenti allucinazioni uditive o visive e, quando invece ci sono, non sono così forti e presenti come nella schizofrenia.
  3. A parte il delirio, il comportamento è abbastanza normale.
  4. Se sulla paranoia si innesta anche la depressione, quest'ultima ha un andamento più breve.
  5. La paranoia non compromette del tutto la persona, come invece succede con la schizofrenia. Inoltre non é possibile provare che un fattore organico abbia causato e mantenuto il disturbo.

IL DELIRIO PARANOICO

Il delirio sistematizzato, "non bizzarro", é una delle caratteristiche principali della paranoia; questa forma di delirio verte in genere su uno dei seguenti temi:

  • Delirio a sfondo persecutorio: il paranoico pensa di essere perseguitato da determinate categorie di persone, come, ad esempio: i vicini di casa, i preti, i comunisti, i parenti, i militari, gli immigrati, la CIA, le spie.
  • Delirio di gelosia verso il partner, con l'ossessione di trovare le prove del tradimento.
  • Delirio di rivendicazione: desiderio di vendetta e rivalsa di chi sente di aver subito torti e ingiustizie.
  • Delirio di avvelenamento: paura di essere avvelenati, contagiati, infettati. Chi ne soffre controlla sempre attentamente tutto ciò che mangia, beve, l'ambiente in cui vive, le persone che incontra.
  • Delirio erotomaniaco: la convinzione di essere segretamente amati da una persona famosa o importante. Ad esempio: vedo alla televisione una bella attrice che sorride, e sono convinto che sorrida proprio e solo a me, perché mi ama.
  • Delirio mistico riformista: persone che ritengono di essere "illuminati da Dio", o di aver capito il segreto dell'umanità. Da questi pensieri, spesso, nasce il desiderio di fondare una setta religiosa o un movimento politico.
  • Delirio di riferimento: chi ne soffre, se, ad esempio, vede due persone che parlano per strada, pensa che facciano riferimento a lui e che parlino male di lui.
  • Delirio di grandezza: il tema dominante é la convinzione di possedere uno straordinario valore, potere, personalità, cultura, e di essere quindi una possibile vittima di persecutori invidiosi.
  • Delirio somatico: quando prevale la convinzione di avere un qualche difetto, disturbo o malattia fisica, la cui vera gravità non è compresa o riconosciuta dai medici e dagli altri in genere.

NOTA:

Ogni terapia viene individualizzata e monitorata per ciascun paziente dallo psicologo, secondo la sua competenza ed esperienza.

Questi articoli costituiscono soltanto delle schede informative, e non possono, in alcun modo, sostituirsi al rapporto diretto psicologo-paziente, che si realizza nel corso della psicoterapia.