Il potere delle parole, o meglio, il potere di chi può parlare, mentre altri possono solo ascoltare.

Poter ascoltare è comunque già un privilegio, "Information is power" si diceva negli anni '60. Avere accesso alle informazioni, poter scegliere tra diversi media, giornali, canali TV, Internet, è prerogativa delle nazioni ricche.
Gli altri, quelli che vivono in povertà, nel Terzo Mondo o tra di noi, sono comunque tagliati fuori dalle informazioni. I loro bisogni sono primari; quando il problema è sopravvivere da un giorno all'altro, le notizie dei giornali non sono così importanti. Questa situazione, a sua volta, peggiora le condizioni dei "tagliati fuori" e ne aumenta l'emarginazione.

Roger Waters nella canzone " Who needs information" (Album "Radio Kaos, 2003) descrive qualcosa di simile:

"Chi ha bisogno di informazioni
se lavori sottoterra.
Chi ha bisogno di informazioni
Se vivi in uno stato di costante paura.
Chi ha bisogno di informazioni
Se il tempo per vivere te l'hanno solo prestato"

Se invece facciamo parte dei privilegiati che possono accedere alle informazioni, oggi non abbiamo nessuna garanzia che siano corrette, non possiamo sapere se sono complete. Qualcun altro decide cosa farci sapere e cosa nascondere.

In passato, se le informazioni riguardavano un fatto avvenuto in una nazione lontana, una verifica non era sempre possibile, perché viaggiare non era facile.
Oggi viaggiare è facile, ma è ancora più facile falsificare le informazioni.
Sono ormai molto lontani i tempi in cui, in Unione Sovietica si riscrivevano i libri di storia e si falsificavano i ritratti ufficiali, cancellando goffamente dalle fotografie i membri del partito caduti in disgrazia.
L'attuale tecnologia delle immagini consente elaborazioni perfette, difficilmente identificabili anche dagli esperti.
Tutto quello che apprendiamo dai media può essere falso, elaborato, truccato, costruito al computer, e non abbiamo nessuna possibilità di verifica. La situazione non è cambiata, è solo peggiorata.

Chi può parlare, non sempre applica lo slogan che, qualche anno fa', contrassegnava la campagna pubblicitaria di settimanale: "I fatti distinti dalle opinioni". I media sono fortemente influenzati dalla politica, in Italia come all'estero, ciascuno di loro presenta la realtà da un particolare punto di vista, ciascuno di loro omette o distorce. Le opinioni in certi casi sono più importanti dei fatti. La scelta delle parole non è casuale.

Nel film "Sbatti il mostro in prima pagina" diretto nel 1972 da Marco Bellocchio, il protagonista, interpretato da Gian Maria Volonté, è il caporedattore di un quotidiano milanese conservatore. Per interessi politici dell'editore, il quotidiano arriva a falsificare le notizie attribuendo la responsabilità di un omicidio, ad un giovane extraparlamentare di sinistra.
Il caporedattore, nel film, controlla accuratamente le parole che vengono usate nei titoli degli articoli, e, se non è soddisfatto, modifica il titolo. Così un articolo scritto da un giovane redattore e intitolato "Disoccupato disperato si uccide", nelle mani del caporedattore diventa "Insano gesto di un meridionale". Entrambi i titoli riportano la notizia, ma l'impatto emotivo è profondamente diverso.

Se dai film passiamo alla realtà, gli esempi di manipolazione dell'informazione sono talmente tanti, che è difficile scegliere.
Anche solo paragonando tra loro le prime pagine dei nostri quotidiani, ci si può rendere conto di quante diversità ci siano nella scelta degli argomenti da trattare e nel modo di esporli. Si consideri anche il fatto che normalmente le persone leggono un solo quotidiano. Può capitare che un giornale pubblichi in prima pagina una notizia alla quale invece un altro giornale dedica lo spazio di trafiletto in decima.
Negli Stati Uniti ci sono molti canali TV che non trasmettono notizie; altri invece selezionano solo notizie positive, o irrilevanti o cronaca locale.
In Italia, di fronte ad omicidi compiuti in famiglia, da italiani purosangue, madri che uccidono i figli o figlie che uccidono le madri, le notizie apparse sui media riferivano che si cercava "una banda di albanesi".
Nel mondo, poche sono state le critiche o gli interrogativi dei giornalisti, che diffondevano la notizia del Presidente Bush, sulla presenza di "armi di distruzione di massa" in Medio Oriente.
La verità, quando il pubblico la viene a sapere, in genere non fa' più paura a nessuno, le decisioni sono state già prese; con la complicità dei media, si è nascosto quello che si doveva nascondere.

Per difendersi da questa situazione possiamo provare ad accedere a diversi media, confrontarli, cercare di trarne delle conclusioni personali, parlare con persone che stimiamo, insomma usare il cervello per cercare di capire quello che sta succedendo.

Altrimenti restiamo vittime dei padroni dei media e dei loro interessi. Come i protagonisti del film "Matrix" (regia di Andy e Larry Wachowski, 1999), rischiamo di non capire la realtà che stiamo vivendo, perdiamo il senso dei fatti, lasciamo che sia qualcun altro a dare il significato alle parole, come ci racconta Alice, nel paese delle meraviglie:

"Non capisco cosa volete intendere dicendo gloria" disse Alice.
Humpty Dumpty sorrise con aria di superiorità: "E' naturale che tu non capisca, finché non te lo spiegherò io. Volevo dirti che questo è un ottimo argomento per darti torto!"
"Ma gloria non significa un ottimo argomento per darti torto" obiettò Alice.
"Quando io adopero una parola" disse Humpty Dumpty "essa ha esattamente il significato che io le voglio dare... né più né meno".
"Bisogna vedere" disse Alice "se voi potete fare in modo che le parole indichino cose diverse".
"Bisogna vedere" disse Humpty Dumpty "chi è che comanda qui".

(L. Carrol "Alice nel paese delle meraviglie e nel mondo dello specchio" Milano, Rizzoli, 1966)

NOTA:

Ogni terapia viene individualizzata e monitorata per ciascun paziente dallo psicologo, secondo la sua competenza ed esperienza.

Questi articoli costituiscono soltanto delle schede informative, e non possono, in alcun modo, sostituirsi al rapporto diretto psicologo-paziente, che si realizza nel corso della psicoterapia.