Questo articolo é la continuazione di "LA CRISI DEI 50 ANNI NELLA COPPIA"

Ma non sempre le cose vanno così bene, non sempre resta abbastanza amore per ricostruire, e ci sono dei casi nei quali l'unica strada possibile è quella di una dolorosa separazione.

In questi casi è indispensabile, prima di tutto, "dichiarare lo stato di crisi", ammettere cioè che la vita a due è diventata impossibile, che sono stati esauriti senza effetto tutti i possibili tentativi di tornare insieme, che andare avanti "come se nulla fosse", provoca solo sofferenza, che possiamo dimenticarci per qualche giorno il problema, fare anche l'amore e fingere che tutto vada bene, ma, prima o poi capiterà qualche fatto che farà esplodere di nuovo la crisi e rimetterà tutto in gioco.

L'ultimo periodo, prima della separazione, è quasi sempre il peggiore: tensione, litigi, aggressività.

Certe coppie si ostinano a tenere tutto nascosto fino all'ultimo, forse i vicini di casa se ne accorgono, a forza di sentir litigi, porte sbattute e oggetti buttati per terra, ma, davanti a parenti ed amici, i coniugi recitano faticosamente la farsa della famiglia felice.

Quando poi dichiarano che si stanno separando, raccolgono dagli altri commenti di stupore: "Ma come, vi separate ? Non ci rendiamo conto, eravate una coppia così bella !", o commenti di negazione: "Tranquilli, presto farete pace e tornerete assieme meglio di prima" , "Sono crisi passeggere, anche a noi è capitato", "Avete cinquant'anni, non vorrete mica separarvi adesso?", "Badate che se vi lasciate adesso, da vecchi vi troverete soli"

Queste, ed altre considerazioni simili, se vengono fuori, sono la prova di quanto una coppia in crisi abbia ben recitato in pubblico la parte.

In altri casi la crisi divampa davanti a tutti; anzi, le situazioni di contatto con le famiglie di origine o con gli amici, non fanno che alimentare nuove polemiche, litigi davanti a tutti, magari a Natale o a Capodanno, urli, crisi di pianto, scappare via all'improvviso, non presentarsi agli appuntamenti "Che ci vada da solo da sua mamma, glielo dovrà spiegare lui perché io non sono venuta".

In tutti i casi, quando la notizia della separazione, si diffonde nella cerchia di amici e parenti, provoca una serie di forti reazioni emotive di vario genere:

  • c'è chi (nonostante che oggi in Italia ci sia una legge per farlo, e ci siano circa trentamila separazioni all'anno) si preoccupa ancora delle convenzioni sociali che vorrebbero tutti i matrimoni eterni e felici, ed ha quindi grosse difficoltà ad annunciare ai parenti la separazione del figlio
  • e allora si cerca di giustificare il fatto difendendo il proprio congiunto ed attaccando l'altro, l'acquisito: "E' tutta colpa di lei, sai, l'ha tanto trascurato il nostro ragazzo …. " oppure "Certo che un marito come Giorgio, che usciva con gli amici tre sere su quattro …. ", quando non si attacca più o meno esplicitamente la moralità ed il comportamento sessuale dell'altro (e chissà come mai, gli uomini vengono definiti "avventurieri" e le donne "tr…").
  • si ricorre anche all'attacco della famiglia di origine dell'altro: "Hai visto? d'altronde anche il padre di lui era un gran bugiardo!", "Cosa ci potevamo aspettare, era una famiglia di schiene dritte", "Tale madre, tale figlia, povero il nostro Carlo" e così via ….
  • per questi motivi, in Italia, in particolari contesti socioculturali, si compiono anche delitti, scorre del sangue, si innescano vere e proprie guerre di famiglie
  • ci sono poi gli impiccioni, i vicini di casa che sorridendo domandano "E' tanto che non vedo suo marito, sta bene ?"
  • gli amici spesso non riescono ad essere neutrali e si schierano dalla parte di uno dei due separati; in genere proteggendo quello che viene ritenuto maggiormente danneggiato, maggiormente vittima della situazione
  • in altri casi, se l'annuncio della separazione viene dato ad una coppia a sua volta in crisi, questo può provocare aggressività e ulteriore negazione: "Non è possibile, si separano, non hanno la forza di resistere come facciamo noi"
  • oppure l'annuncio della separazione fa' scoprire negli altri pensieri che si ignoravano: "Hai fatto proprio bene, ci domandavamo come facevi a resistere con una come lei", "Veramente non ho mai capito perché l'hai sposato, cosa ci trovavi ?"
  • c'è anche chi accetta di mettersi in gioco, come la madre che informata della separazione della figlia, si domanda: "In che cosa ho sbagliato ?", "Perché mia figlia non riesce a far durare il suo matrimonio come è durato il mio?"
  • altri genitori confondono la separazione con crisi ancora più gravi e si domandano se il figlio separato adesso magari non abbia anche cominciato a drogarsi o a bere
  • ci sono anche "gli avvoltoi" , gli amici che, all'annuncio della separazione, offrono consigli, ascolto e comprensione sperando di ottenerne in cambio sesso e fanno subito avances alla donna separata pensando che tanto "ci starà" facilmente
  • i moralisti poi si uniscono al concerto dichiarando che "Si deve stare insieme per i figli" e dimenticando invece quanto male possa fare ai figli vivere in una atmosfera di continua tensione o continui litigi; e poi i figli di una coppia di cinquant'anni in genere sono già grandi e sanno già benissimo, per averla vissuta sulla loro pelle per anni, quanto fosse grave la crisi dei genitori
  • altri non domandano nemmeno il perché di una separazione e partono subito all'attacco: "Mi hai deluso, mi hai proprio deluso", "Da voi non me l'aspettavo"
  • mentre il consiglio che viene dato dalle coppie in crisi da anni e senza nessuna volontà di separazione è quello che "ci si deve sopportare", "devi aver pazienza, gli uomini/le donne son fatti così"
  • altri suggeriscono "tienti tuo marito, tienti tua moglie e trovati un'amante", che è poi la formula adottata dalla borghesia italiana fino agli anni sessanta; ma questa soluzione non risolve veramente il problema perché non fa' che evitarlo, non lo affronta; inoltre il vivere una vita "doppia" provoca costantemente stress e consuma notevoli risorse di energie vitali

Comunque sia è un momento molto difficile nella vita, un momento che quasi sempre viene vissuto negativamente, come una sconfitta che molti lo definiscono "il fallimento del mio matrimonio".

E questo vale sia per quelli che restano soli dopo la separazione, che per quelli che vivono un nuovo amore. Anche loro infatti spesso sono pervasi da una atmosfera di tristezza e malinconia interne, spiegabili come una specie di "lutto", che accompagna l'abbandono del tipo di vita vissuta fino a quel momento.

Un matrimonio che finisce dopo molti anni di convivenza, significa anche l'abbandono delle certezze di tutti i giorni, lasciare una casa dove magari si ha abitato per molti anni, cambiare di colpo le abitudini più elementari della nostra vita.

Separarsi dalla persona che conosciamo più di qualunque altra e con la quale, nel bene e nel male, abbiamo vissuto gran parte della nostra vita, può provocare vere e proprie crisi di ansia, se consideriamo che separarsi significa anche avviarsi verso l'ignoto, verso una vita sconosciuta, popolata di persone che ancora non abbiamo incontrato. E questo può scatenare il panico nelle persone poco flessibili, che presentano il carattere rigido di chi si appoggia sull'esterno e pretende che la realtà duri immutata per sempre.

Chi invece ha imparato che cambiando, non perdiamo noi stessi, che essere flessibili è l'unica maniera di affrontare un mondo in continua trasformazione, come quello di oggi, ha in sé migliori strumenti per affrontare il grosso cambiamento della separazione.

In molti casi inoltre, soprattutto quando si risolvono situazioni pesantemente negative, la separazione fa' scoprire una nuova dimensione di vita e ci aiuta a comprendere e ad accettare meglio noi stessi:

  • una donna che ha subito per anni un marito prepotente, insensibile o magari violento, e decide finalmente di lasciarlo, scopre che separazione fa' rima con liberazione e si stupisce di vivere senza "piccoli tiranni" da servire e ai quali dover render conto di qualsiasi cosa
  • questa persona, quando in seguito trova un nuovo amore, scopre quanto sia bella la vita "normale" passata vicino ad un uomo che ti ama e ti rispetta.
  • un uomo che è sempre stato disprezzato dalla moglie, scopre con stupore che qualcuna lo trova interessante e che forse il suo carattere non è un'accozzaglia di difetti come ha sempre creduto

Dipende da noi, come affrontiamo questo momento, dipende da noi che non sia il "fallimento del nostro matrimonio" ma invece un esperienza che si è conclusa e lascia spazio ad altre, lascia spazio al voler continuare a vivere anche se in modo diverso.

E tutto questo ci aiuta senza dubbio a conoscere meglio noi stessi.

NOTA:

Ogni terapia viene individualizzata e monitorata per ciascun paziente dallo psicologo, secondo la sua competenza ed esperienza.

Questi articoli costituiscono soltanto delle schede informative, e non possono, in alcun modo, sostituirsi al rapporto diretto psicologo-paziente, che si realizza nel corso della psicoterapia.