Definizione

La parola "droga" assume significati diversi, a seconda del punto di vista nel quale ci poniamo per definirla:

  1. dal punto di vista medico, si definisce droga "qualsiasi sostanza che, introdotta in un organismo vivente, può modificarne una o più funzioni" (qualsiasi funzione; esasperando questo punto di vista, anche un digestivo è una droga perché modifica le funzioni dello stomaco )
  2. dal punto di vista farmacologico, la parola droga significa "qualsiasi sostanza (sintetica o naturale) la cui assunzione provoca una modificazione della coscienza, della percezione e dell'umore" o, altrimenti "qualsiasi sostanza che modifica la psicologia o l'attività mentale della persona" (soltanto funzioni psicologiche; quindi anche un semplice caffè, è una droga, perché rende svegli e altera la funzione del sonno)
  3. dal punto di vita legale si distingue tra:
    • droghe legali: bevande alcoliche, tabacco, caffè, tè ecc.
    • droghe controllate: sostanze prodotte dalle industrie farmaceutiche, che possono essere usate legalmente, solo dietro prescrizione medica: anfetamine, barbiturici, morfina ecc.
    • droghe illegali: ne è proibita per legge la produzione, il commercio, il trasporto; in certi paesi ne è proibito per legge anche "l'uso personale"; le leggi presentano apposite "tabelle" nelle quali sono elencate le sostanze illegali (eroina ed altri derivati dall'oppio, cocaina, cannabis ecc.)
  4. nell'uso comune, più che di droga si parla di "drogati", e questo termine per lo più indica gli eroinomani, più o meno malandati, che circolano per le nostre strade
  5. "droghe comuni" sono utilizzate in cucina per la preparazione dei cibi: pepe, cannella, chiodi di garofano, curcuma, cumino, curry, ecc.

Elementi caratteristici

Quattro elementi caratteristici, concorrono a definire il concetto di droga, anche se, non tutte le droghe li presentano tutti, e non tutti gli elementi sono presenti per ogni singola droga:

  1. tossicità: con questa parola si descrive il danno fisico o psicologico che la droga provoca nella persona Si distingue a sua volta in:
    1. intossicazione acuta: gli effetti prodotti da una quantità eccessiva di droga; per l'alcol la sbornia costituisce il momento di intossicazione acuta
    2. intossicazione cronica: gli effetti che la droga provoca in chi la usa tutti i giorni
    3. effetti collaterali: ulteriori danni che derivano dalla droga
  2. tolleranza o assuefazione: gli effetti di molte droghe (eroina tra tutte), diminuiscono man mano che se ne fa' uso; da questo consegue la necessità, per ottenere sempre lo stesso effetto, di aumentare sempre di più la frequenza e le quantità delle dosi
  3. dipendenza fisica: si verifica quando il drogato smette improvvisamente di drogarsi; a questo punto si verifica la cosiddetta sindrome di astinenza, che provoca, a seconda delle sostanze assunte, disturbi e dolori fisici, di varia natura, anche molto acuti
  4. dipendenza psichica: la sensazione di forte disagio, che provano coloro che hanno sospeso l'assunzione di certi tipi di droghe; non si verificano sintomi fisici, ma si avverte un senso di sofferenza e di vuoto; a questa sensazione spesso si accompagna l'indifferenza su rischi gravi, certi e immediati per la salute (ad esempio fumatori di tabacco che non smettono, nonostante gli avvertimenti del loro medico)

Classificazione

Se prendiamo in considerazione, come elemento di diversità, l'effetto prodotto dalla droga, possiamo distinguere i vari tipi di droga in:

  1. Euforizzanti:
    • l'oppio e i suoi derivati: morfina,. eroina, codeina
    • mescolanze di eroina e cocaina (speed ball, free basing ecc)
    • prodotti sintetici come il metadone
  2. Allucinogeni:
    • LSD 25 (sintetico)
    • psilobicina (funghi di vario tipo)
    • mescalina (cactus peyote)
    • canapa indiana (hashish e marijuana)
  3. Inebrianti:
    • alcol
    • etere
    • cloroformio
    • protossido d'azoto
    • colle e solventi a base di nitro
  4. Ipnotici:
    • barbiturici
    • bromuri
    • benzodiazepine
  5. Eccitanti:
    • anfetamine
    • cocaina (pura o mescolata con lievito: crack)
    • tè, caffè, tabacco
  6. Nuove droghe:
    • MDMA (ecstasy, eccitante)
    • trip (anfetamine + LSD; allucinogeno ed eccitante)
    • crank, crystal, ice, shabu (prodotti anfetamino-simili)
    • popper, ketamina (eccitanti)
    • khat (metcatinone, eccitante)
    • GHB (inebriante)
    • smart drugs ("droghe furbe" mescolanza di prodotti vegetali tonificanti, vitamine, minerali, aminoacidi ramificati, nutrienti)
    • funghi psichedelici europei

Cenni storici

L'uso delle droghe si perde nella notte dei tempi; documenti antichissimi testimoniano come, da sempre, l'umanità abbia fatto uso di sostanze che alterano il funzionamento della psiche.

L'assunzione di queste sostanze tuttavia, non era lasciata alla volontà o al piacere del singolo, ma avveniva principalmente secondo due modalità distinte:

A) l'uso religioso:

(e quelli che seguono sono soltanto alcuni esempi; i libri di storia e di antropologia ne riportano moltissimi altri)

Gli antichi Greci, dal 1500 al 400 avanti Cristo, celebravano ad Eleusi, vicino ad Atene, riti misteriosi, dedicati a Demetra, dea della terra e a sua figlia Persefone (o Kore). I partecipanti si impegnavano a mantenere il segreto su quello che avveniva durante i riti. Secondo alcune fonti, sembra che, durante i Riti Eleusini, venisse utilizzata una particolare bevanda chiamata "kykeon" (preparata forse utilizzando una pianta parassita del grano, la segale cornuta) che favoriva l'estasi mistica dei partecipanti.

Lo storico Erodoto, in uno scritto del 450 avanti Cristo, descrive i riti funebri degli Sciti, una popolazione nomade, che viveva tra il Turkestan e la Siberia. In occasione della morte del re, dopo il rito funebre, per purificarsi, gli Sciti ponevano per terra, all'interno delle loro tende, delle pietre arroventate, sulle quali facevano lentamente bruciare semi di canapa indiana ed altre erbe. I partecipanti al rito, chiusi nella tenda, respiravano il fumo fino a perdere coscienza.

Tra i più antichi documenti religiosi dell'India, i "Rig-Veda", che vengono attribuiti al secondo secolo avanti Cristo, descrivono in centoventi versi una pianta "senza radici, senza foglie e senza fiori" (quindi probabilmente un cactus o un fungo), chiamata "Soma", dalla macerazione della quale, si otteneva un liquore inebriante, che veniva usato nel corso di particolari cerimonie religiose. Altre fonti, altrettanto antiche, riferiscono dell'uso di una pianta, chiamata "Haoma", che produceva estasi mistiche e veniva usata in particolari culti legati alla luna e all'effetto del ciclo lunare sulla vegetazione.

Testimonianze storiche, datate intorno al Settecento dopo Cristo, ci informano che le civiltà precolombiane (Maya, Toltechi, Aztechi, Inca), facevano uso di una specie di cactus chiamato "peyotl" o "peyote" , che, lavorato secondo una particolare ricetta, produceva potenti effetti allucinogeni. L'assunzione di questa pianta avveniva in modo rituale durante le cerimonie religiose, oppure accompagnava importanti momenti della vita pubblica. Sembra che agli spettatori dell'incoronazione del re, fosse distribuita un'abbondante dose di peyote; il ricordo della cerimonia dell'incoronazione assumeva così dimensioni fantastiche e mistiche.

B) L'uso quotidiano da parte di intere popolazioni:

Questa categoria comprende quelle popolazioni, non industrializzate, che vivono in ambienti difficili per l'uomo a causa dell'elevata altitudine o del clima; in questo contesto, tra molti altri esempi, ricordiamo:

  • l'uso delle foglie di coca masticate da sempre in Sud America per combattere gli effetti dell'altitudine, della fatica, della fame
  • le foglie di betel che vengono utilizzate in India per favorire la meditazione o il lavoro
  • l'arbusto chiamato katt, utilizzato in Etiopia e in altre parti dell'Africa per meglio resistere alla fatica, al sonno, alla fame

Questi approcci alle droghe (religioso o quotidiano) sono un fenomeno assolutamente diverso dall'utilizzo della droga nella società occidentale di oggi.

Infatti l'uso di droghe durante cerimonie religiose, sia perché avveniva secondo un copione collaudato in base ad una lunga esperienza, sia perché non si faceva ricorso alla droga tutti i giorni, ma soltanto in certe date dell'anno, non ha mai provocato quelle conseguenze drammatiche sulla società, che l'eroina provoca oggi.

Quanto all'uso quotidiano, da parte di popolazioni che si nutrono poco, vivono in ambienti ostili, e lavorano manualmente con gran fatica, è molto difficile distinguere, se queste abitudini servano ad allungare la vita, o viceversa la abbrevino.

L'uso delle droghe, così come lo conosciamo noi, comincia a diffondersi in Occidente, tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento.

Dapprima, è un fenomeno riservato a pochi intellettuali, artisti, scrittori, oppure ai viaggiatori in terre lontane e ai ricchi in genere che provano l'oppio, l'assenzio, il laudano, l'hashish. Chi era legato all'ambiente medico, poteva procurarsi facilmente la tintura di oppio e la morfina, che d'altronde venivano molto frequentemente prescritte come rimedio universale contro tutti i tipi di dolore.

Anche l'etere, il cloroformio e il protossido d'azoto (o "gas esilarante"), utilizzati da medici e dentisti come anestetico, furono a lungo usati come droga, nella prima metà del Novecento. Lo stesso utilizzo tossico veniva effettuato con medicinali a base di codeina (derivata dall'oppio) che veniva prescritta in medicina come calmante della tosse.

La cocaina o l'estratto di coca, venivano prescritte come tonici o ricostituenti, e persino Sigmund Freud ne ha fatto uso per qualche anno prima di riconoscerne la nocività.

Con la Seconda Guerra Mondiale, vengono utilizzate le anfetamine ed altri eccitanti da distribuire ai militari per tenerli svegli a lungo; prima degli assalti si distribuisce cognac o grappa per aumentare l'ardore dei soldati; le sofferenze dei feriti vengono alleviate con la morfina.

A queste sostanze va aggiunto l'alcol, il cui uso, fin dall'antichità, è documentato già nella Bibbia.

Dobbiamo distinguere tuttavia, tra chi beve ogni giorno qualche bicchiere di vino, così come impone la tradizione di molti paesi, Italia compresa, e chi invece ha fatto del bere la sua ragione di vita e di morte.

Le conseguenze dell'alcolismo sono in genere sottovalutate, e i morti per alcolismo non fanno notizia.

Ricordiamo comunque, che recenti statistiche affermano, che in Italia esistono circa un milione e mezzo di alcolisti.

Un dato molto significativo, che i giornali raramente sottolineano:
in Italia ogni anno i morti per alcol sono circa 30.000, mentre quelli per eroina sono circa 2.000, la proporzione è quindi di 15:1 (15 alcolisti morti per ogni eroinomane morto).

Il "Proibizionismo" contro l'alcol, che viene varato negli Stati Uniti (dal 1919 al 1933), non ha successo e favorisce la crescita del contrabbando e delle attività criminali.

Al cadere del Proibizionismo, tutto ritorna come prima, o peggio.

Ma l'alcol, in quasi tutto l'Occidente, è una droga legale, regolarmente tassata dai diversi Stati.

La pubblicità delle sigarette è proibita per legge in molti paesi, compresa l'Italia; la pubblicità dell'alcol è proibita solo nei paesi mussulmani.

Una ulteriore diffusione delle droghe viene favorita in tutto l'Occidente, a partire dal 1960, con la nascita del movimento hippy dei "figli dei fiori".

Il messaggio allora in auge era "allargate l'area della coscienza", e si ricorreva soprattutto agli allucinogeni (LSD, mescalina, psilobicina, derivati dalla canapa indiana).

L'uso di queste droghe, era inserito in un contesto ideologico, di chi considerava la società occidentale solida e inattaccabile, come "moloch" (il dio fenicio che esigeva sacrifici umani), e cercava nell'evasione psichedelica, un nuovo modo di vivere, che portasse valori diversi da quelli del conformismo.

Oggigiorno, invece, è la società che appare disgregata, e chi si droga spesso cerca nelle sostanze chimiche l'illusione di unità interiore.

Ma è comunque dagli anni Sessanta che assistiamo anche al drammatico diffondersi dell'eroina in tutto l'Occidente, mentre le nuove droghe completano la distruzione.

Attualità

Il Ministero dell'Interno ha da poco pubblicato e reso disponibile in Internet, il Rapporto Annuale italiano sulla lotta alla droga nel 2001.

I dati che il Rapporto Annuale presenta utilizzano come parametri i sequestri di droga, i decessi, gli indici di consumo, gli arresti, i paesi di provenienza, la produzione.

Si valuta tuttavia che solo il 20% del traffico venga fermato; l'80% giunge a destinazione. La figura del tossico da strada, emarginato e riconoscibile, com'era vent'anni fa', è stata sostituita spesso dal cosiddetto "tossico-compatibile".

Con questo termine si indica, tutta una categoria di persone, che spesso riescono a gestire lavoro e famiglia, ma che si drogano di nascosto, usando per lo più un mix di varie sostanze.

A questa figura si affianca quella del "tossico del week end", che comprende coloro che si drogano o bevono solo al venerdì e sabato sera, ricominciando poi faticosamente al lunedì una vita "regolare".

In questo contesto assistiamo ad un nuovo boom di vendita dell'eroina, mentre diminuisce, per la prima volta da molti anni, il consumo di cocaina, hashish, LSD, ecstasy.

A questo fenomeno si accompagna l'invenzione ed il consumo di tipi sempre diversi di droghe sintetiche, come quelle che abbiamo descritto nella sezione "nuove droghe".

Per quello che riguarda i trafficanti, gli italiani sono in diminuzione ed il loro posto è stato preso dagli albanesi, gli europei dell'Est, tunisini e marocchini, gli spagnoli, gli africani.

NOTA:

Ogni terapia viene individualizzata e monitorata per ciascun paziente dallo psicologo, secondo la sua competenza ed esperienza.

Questi articoli costituiscono soltanto delle schede informative, e non possono, in alcun modo, sostituirsi al rapporto diretto psicologo-paziente, che si realizza nel corso della psicoterapia.