Pubblicato su "Diagnosi & Terapia" n.2 - 20/2/04
Pubblicato su "Chiropratica" n.8 - Gennaio 2006
Dott. Roberto Vincenzi
INSONNIA - CHI DORME NON PIGLIA PESCI
Se si cerca la parola "insonnia" su Internet, si scopre che
questa parola è presente in oltre 20.000 siti; secondo una
recente inchiesta in Italia circa il 14 % della popolazione
soffrirebbe di disturbi del sonno; questa percentuale sale al 33
% superata l'età dei 60 anni.
Sempre su Internet, per affrontare questo problema, vengono
suggerite soluzioni di vario tipo:
- farmaci tradizionali (tra gli altri: barbiturici, ipnotici,
benzodiazepine, antidepressivi triciclici)
- medicine omeopatiche (ad esempio: aurum, apis regina, R14,
calcarea carbonica 30 CH)
- consigli sull'igiene del sonno (come per esempio: temperatura
giusta nella stanza, areazione della stanza, non mangiare pesante
prima di andare a letto, evitare esercizi fisici e mentali che
possano tenere svegli e così via)
- agopuntura
- fitoterapia (cure a base di infusi vegetali come valeriana,
passiflora, tiglio, melissa, camomilla)
- vitamine e altri elementi ( B6, PP, magnesio, calcio)
- oligoelementi (sostanze minerali: manganese, cobalto, zinco,
rame, litio)
- aminoacidi e ormoni (melatonina, triptofano, serotonina)
Non mancano poi rimedi tipicamente new age come:
- pranoterapia (si suppone che il terapeuta, con l'imposizione
delle mani, riesca a trasmettere la propria "energia vitale" al
paziente)
- reiki (secondo questa teoria il terapeuta canalizza l'energia
vitale del cosmo e la trasmette al paziente)
- cristalloterapia (il contatto con certi tipi di cristalli in
certe forme, migliorerebbe la salute)
- cromoterapia (vivere in un ambiente in cui siano presenti
certi colori farebbe dormire meglio)
- aromaterapia e olio essenziale (il paziente assorbe l'energia
contenuta nell'olio essenziale e ne trarrebbe giovamento)
- con piccole piramidi (che si pensa trattengano l'energia
cosmica e la rendano disponibile)
- floriterapia ovvero fiori di Bach (essenze vegetali che si
suppone possano portare l'armonia nel fisico e nello spirito e
favorire il sonno; ad esempio: aspen e mustard)
- feng shui (l'antica arte cinese della disposizione dei mobili
in casa, secondo la quale si ritiene che dormire con la testa
rivolta verso una certa direzione possa migliorare il sonno)
- space cleaning (cioè "pulire, lo spazio" che è
la versione occidentale del feng shui)
L'abbondanza dei rimedi offerti, conferma il fatto che
l'insonnia sia un problema molto diffuso; ma, prima di
addentrarci nella descrizione della insonnia vera a propria,
può essere utile passare brevemente in rassegna i
principali "disturbi del sonno".
Come di consueto, considereremo qui di seguito i disturbi del
sonno di origine psicologica; dobbiamo tenere presente,
però, che questi disturbi, non sono gli unici ad
interferire sul sonno.
In generale, uno stato di sofferenza fisica spesso impedisce il sonno; vi sono poi tutta una serie di malattie organiche, che producono disturbi del sonno.
Ne ricordiamo alcune:
- in campo neurologico:
- affezioni cerebrali a carattere degenerativo
- parkinsonismo
- epilessia in sonno
- cefalea in sonno
- in campo internistico:
- ischemia cardiaca notturna
- pneumopatia cronica ostruttiva
- asma e apnea in sonno
- reflusso gastroesofageo in sonno
Prima di affrontare dal punto di vista psicologico, un
disturbo del sonno, sarà quindi opportuno un controllo
medico che possa escludere le cause fisiche ed organiche.
Passando ora a prendere in considerazione i disturbi del sonno
di origine psicologica, traendo spunto da una classificazione
attualmente in uso, possiamo raggruppare questi disturbi in due
categorie:
- dissonnie ( riguardano la quantità, la qualità
e il ritmo sonno/veglia)
- parasonnie (riguardano eventi anomali che si verificano
durante il sonno, o nel passaggio dalla veglia al sonno)
Le dissonie comprendono:
- insonnia (che sarà descritta più avanti)
- ipersonnia (sonnolenza durante il giorno, eccessiva
difficoltà a svegliarsi al mattino)
- narcolessia (attacchi improvvisi di sonno durante il giorno,
la persona passa immediatamente dalla veglia al sonno, in certi
casi si verifica anche cataplessia, cioè un improvviso
rilassamento muscolare che può somigliare ad una
temporanea paralisi)
- disturbi del ciclo sonno/veglia (tendenza ad anticipare o a
ritardare gli orari del sonno; tendenza a cambiamenti frequenti
degli orari del sonno; tendenza ad avere cicli di sonno e
risveglio disorganizzati e casuali)
Le parasonnie si distinguono in:
- ansia e angoscia collegate a sogni ed incubi notturni che
provocano frequenti risvegli
- "pavor nocturnus" (cioè: terrore notturno) che si
manifesta con risvegli ripetuti e improvvisi, che spesso sono
accompagnati da urla di terrore, sudorazione, tachicardia,
pupille dilatate, respirazione rapida
- sonnambulismo: la persona che dorme si alza, cammina e compie
anche atti complessi, con una limitata percezione della
realtà esterna, espressione assente, difficoltà ad
essere svegliato e con amnesia successiva sull'episodio
- verbalizzazione: parlare durante il sonno
- bruxismo: digrignare i denti durante il sonno
- enuresi: perdita involontaria delle urine durante il sonno;
questo fenomeno è normale fino a circa l'età di
quattro anni; se succede dopo è da considerarsi
patologico
L'INSONNIA
Si definisce l'insonnia come una insoddisfacente
qualità e/o quantità del sonno.
Questa definizione comprende diversi casi:
- difficoltà ad addormentarsi anche se si è
stanchi fisicamente e mentalmente
- difficoltà a mantenere il sonno regolare (e quindi
frequenti risvegli nel corso delle notte)
- risveglio precoce ("ho messo la sveglia alle 7 ma mi sveglio
da solo alle 5 e mezza")
- sensazione di "sonno non ristoratore": la persona si sveglia
al mattino e prova la sensazione di non aver dormito bene o di
non aver dormito abbastanza, e comincia quindi la giornata
già in condizioni di stanchezza psicologica
Si distinguono inoltre differenti tipi di insonnia:
- l'insonnia occasionale o reattiva: in genere dura per un
periodo limitato di tempo ed è legata a preoccupazioni,
tensione emotiva, stress, che la persona prova in quel momento e
che gli impediscono di addormentarsi o di mantenere il sonno.
Rientrano in questo caso anche le insonnie dovute a cambiamenti
di orario, di luogo, di letto e "l'insonnia del viaggiatore" che
colpisce quelli che non riescono a dormire in albergo, in treno o
in aereo o comunque non a casa loro
- insonnia associata ad una malattia fisica (e sono i casi
visti precedentemente)
- insonnia associata ad un disturbo psicologico (nevrosi,
depressione, DOC = disturbo ossessivo compulsivo, ed altri
disturbi più gravi)
- insonnia causata da condizioni ambientali sfavorevoli
(rumore, luce, troppo caldo, troppo freddo, cattiva areazione
della stanza ecc.)
- insonnia causata dall'assunzione di:
- farmaci psicostimolanti (anfetamine, ecc.)
- sostanze tonicizzanti: caffè, ginseng, guaranà
ecc.
- droghe psicoattive (cocaina, pastiglie da discoteca,
ecc.)
- insonnia senile (tipica della vecchiaia)
- insonnia primaria (detta anche insonnia essenziale, o
idiopatica, o primitiva) è l'insonnia cronica
apparentemente non collegata a disturbi mentali, e sicuramente
non connessa a fattori organici. Chi ne soffre, in genere si
preoccupa molto, durante il giorno, perché sa di avere
difficoltà ad addormentarsi; il che, spesso, genera ansia,
che a sua volta, rende più difficile il sonno. In questi
casi è controproducente fare sforzi di volontà per
addormentarsi; in genere non riescono e questo aumenta la
tensione. E' facile che queste persone si addormentino quando non
sono a letto e non stanno tentando di dormire (quando ad esempio
assistono ad uno spettacolo alla televisione o a teatro); in
certi casi il problema scompare se la persona si viene a trovare
al di fuori del suo normale ambiente.
L'insonnia associata a disturbi psicologici (o nevrosi) e
l'insonnia primaria, possono essere validamente affrontate
utilizzando la psicoterapia. Nei casi gravi di insonnia cronica,
che invalida la vita della persona, sarà opportuno
affiancare alla psicoterapia, anche un trattamento a base di
psicofarmaci, che possono aiutare ad ottenere una immediata
remissione dei sintomi e quindi facilitare il lavoro
analitico.
Il meccanismo del sonno è stato attentamente studiato
dai neurologi, che ne hanno individuato le diverse fasi ed il
loro alternarsi nel corso della notte. Con i moderni mezzi di
indagine medica (EEG = elettroencefalogramma, risonanza magnetica
, ecc.) si è riusciti a descrivere con precisione
l'attività chimico elettrica del cervello durante il
sonno, individuando anche i diversi tipi di onde cerebrali (ritmo
alfa, complessi K, ritmo delta, ecc.).
Dal punto di vista psicologico, riscontriamo che la maggior
parte delle persone affette da nevrosi, soffrono periodicamente o
continuativamente di insonnia; generalizzando: l'insonnia
iniziale, cioè la difficoltà ad addormentarsi,
è più frequente in chi soffre di ansia, mentre
l'insonnia terminale, cioè risveglio precoce, è
più comune in chi soffre di depressione).
Per potersi addormentare facilmente, oltre a essere stanchi,
è necessario anche essere abbastanza in pace con se
stessi, il che significa non considerare il proprio inconscio
come un lato "oscuro" e minaccioso, rinunciare al controllo
dell'ambiente e abbandonarsi al sonno, come fanno i bambini, in
modo indifeso e naturale.
A questo proposito infatti, c'è chi ha detto che non
bisognerebbe parlare di disturbi del sonno ma di "disturbatori
del sonno". E i "disturbatori del sonno", oltre ad essere il
traffico notturno nelle strade, le sirene delle ambulanze e degli
antifurti, i vicini di casa che fanno chiasso, siamo invece
soprattutto noi stessi che non ci permettiamo di
addormentarci.
E lo facciamo appunto perché manca quella pace
interiore che si raggiunge solo con la piena conoscenza di se
stessi, per raggiungere la quale, tra le tante vie possibili, la
psicanalisi ottiene buoni risultati.

Ultimo aggiornamento Sett. 2010