Pubblicato su "Diagnosi & Terapia" n.3 - 20/3/04)

Dott. Roberto Vincenzi


OSSESSIONI E MANIE

La parola "Ossessione" nel linguaggio psicologico può indicare le caratteristiche di un particolare tipo di nevrosi: la nevrosi ossessiva.

Questo disturbo provoca, nella persona che ne è affetta:

L'ossessione rappresenta una specie di rito magico o rituale, che, agli inizi, serve a tranquillizzare e a ridurre l'ansia di chi lo mette in atto, ma, dopo un po' di tempo, il rituale non serve più a calmare e diventa un fenomeno autonomo, che va avanti da solo, costringendo la persona a ripeterlo più e più volte e, molto spesso, senza averne beneficio.

L'ossessione quindi, trasforma il rituale in un disturbo psicologico, che rende prigioniera la persona che ne soffre; il rito ossessivo, invece di servire ad allontanale l'ansia, col tempo non fa che rinnovarla e aumentarla.

Sotto certi aspetti, l'ossessione ha caratteristiche in comune con la tossicodipendenza:

Il cosiddetto "tic", può rappresentare un tipo particolare di rituale ossessivo, che è diventato completamente autonomo; chi ne soffre, col tempo, produce questo sintomo in modo sempre più automatico e meccanico; se, agli inizi, il tic compariva soltanto in certe circostanze, magari di ansia o tensione, con l'aggravarsi dello stato ossessivo, ecco che il tic si presenta e si ripete senza più una causa apparente, nell'arco di tutta la giornata.

Se analizzate con gli strumenti della psicologia, le ossessioni molto spesso rivelano in modo simbolico, lo stato d'animo e le paure di chi le mette in atto.

Premettendo che, le generalizzazioni sono sempre imprecise, e i sintomi vanno riferiti alla complessità della persona, possiamo quindi provare ad interpretare, in linea molto generale, alcuni tipi di ossessione:

Anche i tic, possono essere interpretati nella stessa maniera:

Tornando alle ossessioni, vorrei chiarire che nel linguaggio comune esse, vengono chiamate "manie" ("Quel tale ha la mania di lavarsi le mani" ; "Quel tale ha la mania dell'ordine"; in termini psicologici si dovrebbe dire: "Quel tale ha l'ossessione di lavarsi le mani" , "Quel tale ha l'ossessione dell'ordine").

Nel linguaggio della psicologia, invece, la parola "mania" sta ad indicare un disturbo del tono dell'umore, che è caratterizzato da quello che, nel parlare comune, si definisce "essere sopra le righe", e cioè:

In termini psicologici, quindi, si dice che una persona in stato di euforia, sta attraversando una "crisi maniacale"; se la crisi non è molto forte si indica come "stato ipomaniacale"; mentre, in termini comuni, chi ha una passione troppo forte per qualcosa viene chiamato "maniaco".

Secondo una certa interpretazione, la parola "mania", potrebbe derivare dalla parola "mana". Per gli indigeni della Polinesia, "mana", rappresenta la inarrestabile energia vitale, che proviene dagli Dei, e che è presente in una certa misura, negli uomini, negli animali, nelle piante e nei fenomeni della natura.

Secondo questa interpretazione, se una persona presenta un comportamento maniacale, questo avviene perché in quel momento l'uomo è posseduto dagli Dei, è "invasato" come si soleva dire una volta, ed è quindi in preda ai mana.

Secondo altri, la parola mania proviene dal greco antico, dal verbo "mainesthai" che significa essere furioso, essere pazzo, essere fuori di se stessi.

Prima di concludere, ricordiamo che nel linguaggio psichiatrico, la parola "mania" viene usata anche per indicare un tipo particolare di depressione.

Infatti, la depressione più conosciuta, è la cosiddetta depressione semplice o depressione monopolare che è caratterizzata da:

Ma esiste anche un altro tipo di depressione, che viene chiamata depressione bipolare o sindrome maniaco depressiva o ciclotimia.

Chi soffre di questo disturbo, alterna nel tempo delle fasi di tristezza (così come descritte per la depressione semplice o monopolare) con degli episodi maniacali, cioè di euforia e di eccessiva allegria.

Tutti questi disturbi, se non invalidano gravemente la vita di chi ne soffre, possono essere affrontati, con una buona percentuale di successo, attraverso lo strumento della psicoterapia, che dovrà essere adattata alle problematiche della singola persona.

Se invece, ossessioni, manie e depressioni, rendono impossibile il normale svolgimento di una vita attiva, sarà opportuno affiancare alla psicoterapia, anche la somministrazione di farmaci.

Per concludere, per avere un'idea, anche se un po' "romanzata", di come agiscono questi disturbi, mi permetto di suggerire la visione di due film:

INIZIO


Home Indice Pubblicazioni


Ultimo aggiornamento luglio 2004