Pubblicato su "Diagnosi & Terapia" n. 03 del 20 marzo 2008

Dott. Roberto Vincenzi

SAD (SEASONAL AFFECTIVE DISORDER)

In inglese, la parola "sad" è un aggettivo e significa "triste".

Ma se la scriviamo tutta maiuscola, "SAD" diventa una sigla che indica un disturbo psicologico chiamato "Seasonal Affective Disorder" .

Si tratta di una patologia dell'umore, che rientra tra le "sindromi meteoropatiche" (disturbi causati da cambiamenti del tempo atmosferico) ed è conosciuta anche col nome di "depressione invernale".

Se il SAD si presenta in forma leggera, viene chiamato SSAD (Subsyndromal SAD).


Il nome SAD è stato usato per la prima volta nel 1984 dal Dottor Norman E. Rosenthal, che aveva notato su se stesso una specie di atteggiamento triste, senza energie, svogliato, malinconico, pessimista, che non sapeva come giustificare.

La spiegazione oggi può sembrare banale, perché, in effetti, quello che il Dott. Rosenthal allora ipotizzò, era una cosa molto semplice: l'importanza della luce sul nostro umore.

Il Dott. Rosenthal era arrivato a questa conclusione riflettendo sul fatto che era nato e viveva a Johannesburg, in Sud Africa, e che si era trasferito per lavoro a New York, all'inizio dell'inverno. Per dare un'idea della differenza di clima tra le due città, possiamo notare che le temperature medie delle due città, in febbraio, sono molto diverse: a New York minima - 3, massima + 4 ; a Johannesburg minima + 14, massima + 27.

Per combattere il suo malessere, il Dottor Rosenthal provò a compensare il tempo grigio e freddo di New York, esponendosi alla luce artificiale, per un certo periodo tutti i giorni, usando lampade di diverse potenze, e notò subito un miglioramento dell'umore.


Da allora sono cominciati, un po' in tutto il mondo, studi e ricerche su questo fenomeno.


Il manuale americano DSM IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) ha inserito il SAD tra i Disturbi dell'Umore, come una forma particolare di depressione ad andamento stagionale, che può presentare diversi sintomi:


La diffusione e la frequenza sono maggiori nei paesi che hanno inverni freddi e poco luminosi.

La presenza costante di nuvole in cielo durante l'inverno, come in Germania, aumenta gli effetti negativi del SAD.

Negli Stati Uniti il SAD e SSAD sono presenti in Florida o California nella percentuale del 1,5 % della popolazione; negli Stati del Nord, come il Montana, Washington, Dakota, Michigan, New York, questo dato sale al 9 %.

I medici stimano che in Irlanda e nel Nord dell'Inghilterra, le persone depresse per il SAD e SSAD rappresentino il 10% della popolazione. Questa percentuale sembra arrivare al 20% nel Nord Europa e al 25 % in Alaska.


Per quel che riguarda i Paesi Scandinavi (Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia), alcuni autori sostengono che la depressione invernale faccia parte del patrimonio genetico di queste popolazioni. Per provare questa affermazione, citano un testo antico, il "Getica", scritto nel 551 dopo Cristo, da parte del notaio e storico Jordanes. In questo testo, per la prima volta, si rileva il fatto che gli abitanti della Scandinavia siano affetti da profonda tristezza durante i mesi invernali.


Gli studi attuali sulle possibili cause fisiche del SAD concentrano l'attenzione sul fatto che, nei depressi stagionali, alcuni neurotrasmettitori (serotonina, dopamina, noradrenalina) siano presenti ad un livello inferiore a quello normale.

Altri studi invece evidenziano il fatto che in questi pazienti si riscontra la produzione, durante l'inverno, di un maggiore livello di melatonina (il cosiddetto "ormone del sonno"). Questi studi, per capire i meccanismi del "sonno invernale", sono stati confrontati con le ricerche fatte sugli animali che vanno in letargo.


Le cure proposte si sviluppano in campi diversi che vengono integrati tra di loro. Si suggerisce in genere l'utilizzo simultaneo di alcune tra le seguenti terapie:

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Ultimo aggiornamento Sett. 2010

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