Pubblicato su "Diagnosi & Terapia" n. 34 20/12/2001
Questo articolo é la continuazione di "LA CRISI DEI 50 ANNI NELLA COPPIA"
Ma non sempre le cose vanno così bene, non sempre resta abbastanza amore per ricostruire, e ci sono dei casi nei quali l'unica strada possibile è quella di una dolorosa separazione.
In questi casi è indispensabile, prima di tutto, "dichiarare lo stato di crisi", ammettere cioè che la vita a due è diventata impossibile, che sono stati esauriti senza effetto tutti i possibili tentativi di tornare insieme, che andare avanti "come se nulla fosse", provoca solo sofferenza, che possiamo dimenticarci per qualche giorno il problema, fare anche l'amore e fingere che tutto vada bene, ma, prima o poi capiterà qualche fatto che farà esplodere di nuovo la crisi e rimetterà tutto in gioco.
L'ultimo periodo, prima della separazione, è quasi sempre il peggiore: tensione, litigi, aggressività.
Certe coppie si ostinano a tenere tutto nascosto fino all'ultimo, forse i vicini di casa se ne accorgono, a forza di sentir litigi, porte sbattute e oggetti buttati per terra, ma, davanti a parenti ed amici, i coniugi recitano faticosamente la farsa della famiglia felice.
Quando poi dichiarano che si stanno separando, raccolgono dagli altri commenti di stupore: "Ma come, vi separate ? Non ci rendiamo conto, eravate una coppia così bella !", o commenti di negazione: "Tranquilli, presto farete pace e tornerete assieme meglio di prima" , "Sono crisi passeggere, anche a noi è capitato", "Avete cinquant'anni, non vorrete mica separarvi adesso?", "Badate che se vi lasciate adesso, da vecchi vi troverete soli"
Queste, ed altre considerazioni simili, se vengono fuori, sono la prova di quanto una coppia in crisi abbia ben recitato in pubblico la parte.
In altri casi la crisi divampa davanti a tutti; anzi, le situazioni di contatto con le famiglie di origine o con gli amici, non fanno che alimentare nuove polemiche, litigi davanti a tutti, magari a Natale o a Capodanno, urli, crisi di pianto, scappare via all'improvviso, non presentarsi agli appuntamenti "Che ci vada da solo da sua mamma, glielo dovrà spiegare lui perché io non sono venuta".
In tutti i casi, quando la notizia della separazione, si diffonde nella cerchia di amici e parenti, provoca una serie di forti reazioni emotive di vario genere:
Comunque sia è un momento molto difficile nella vita, un momento che quasi sempre viene vissuto negativamente, come una sconfitta che molti lo definiscono "il fallimento del mio matrimonio".
E questo vale sia per quelli che restano soli dopo la separazione, che per quelli che vivono un nuovo amore. Anche loro infatti spesso sono pervasi da una atmosfera di tristezza e malinconia interne, spiegabili come una specie di "lutto", che accompagna l'abbandono del tipo di vita vissuta fino a quel momento.
Un matrimonio che finisce dopo molti anni di convivenza, significa anche l'abbandono delle certezze di tutti i giorni, lasciare una casa dove magari si ha abitato per molti anni, cambiare di colpo le abitudini più elementari della nostra vita.
Separarsi dalla persona che conosciamo più di qualunque altra e con la quale, nel bene e nel male, abbiamo vissuto gran parte della nostra vita, può provocare vere e proprie crisi di ansia, se consideriamo che separarsi significa anche avviarsi verso l'ignoto, verso una vita sconosciuta, popolata di persone che ancora non abbiamo incontrato. E questo può scatenare il panico nelle persone poco flessibili, che presentano il carattere rigido di chi si appoggia sull'esterno e pretende che la realtà duri immutata per sempre.
Chi invece ha imparato che cambiando, non perdiamo noi stessi, che essere flessibili è l'unica maniera di affrontare un mondo in continua trasformazione, come quello di oggi, ha in sé migliori strumenti per affrontare il grosso cambiamento della separazione.
In molti casi inoltre, soprattutto quando si risolvono situazioni pesantemente negative, la separazione fa' scoprire una nuova dimensione di vita e ci aiuta a comprendere e ad accettare meglio noi stessi:
Dipende da noi, come affrontiamo questo momento, dipende da noi che non sia il "fallimento del nostro matrimonio" ma invece un esperienza che si è conclusa e lascia spazio ad altre, lascia spazio al voler continuare a vivere anche se in modo diverso.
E tutto questo ci aiuta senza dubbio a conoscere meglio noi stessi.
Ultimo aggiornamento agosto 2002